Una vita al bivio

Una vita al bivio

“Una vita la bivio” di Francesco Di Vaio, recentemente edito dalle Grafiche Simonato, è sostanzialmente un racconto autobiografico in cui, partendo dalle origini più popolari della Napoli dell’immediato dopoguerra, il protagonista Enrico narra la sua vita fino all’incontro con Anna e alla loro esperienza di insegnanti, per quattro anni, nel vicentino, per poi tornare definitivamente a Napoli.
In casi come quest’opera è quasi d’obbligo distinguere i potenziali lettori in napoletani e non napoletani.
Per i primi, soprattutto per quelli nati nello stesso torno di tempo dell’autore, gioca a favore in modo determinante l’elemento nostalgia, il ritrovare un ‘piccolo mondo antico’ ormai perduto in cui sembra che le persone, più che a vivere, fossero impegnate a sopravvivere, sviluppando varie forme di micro-economia esistenziale; un mondo in cui, comunque, pur con le difficoltà e le ristrettezze quotidiane, chi vi cresceva si sentiva avvolto da una solidarietà umana, dalla partecipazione alle comuni difficili condizioni di vita che ormai il tempo sembra aver superato e che restano quindi relegate nel ricordo nostalgico. È quella stessa dimensione ‘paesana’ che Franco Di Vaio nel vicentino ritroverà nel “Libra nos a Malo” di Luigi Meneghello, scrittore da cui sarà particolarmente apprezzato. (altro…)

La pandemia la paghiamo noi

Per il governo presieduto dal premier Draghi, osannato dai mass-media quale salvatore della Patria, quattro più quattro non fa otto, come ci hanno insegnato alle elementari, ma zero; infatti, secondo le regole dell’immondo condono fiscale che Salvini ha spudoratamente chiamato “rottamazione”, vengono condonate le cartelle fiscali” superiori ai 5 mila euro di tasse non pagate. Ma c’è di peggio; se uno, per esempio, ha in pendenza due cartelle da 4 mila euro, siccome nessuna delle due, presa individualmente, supera i 5 mila euro, non paga niente, cioè evade legalmente per otto mila euro. (altro…)

Cominciò tutto nel ’21

Cominciò tutto nel ’21

Di fronte all’azione dello squadrismo fascista che ieri ha assalito e distrutto la sede della Cgil di Roma, non riusciamo a sfuggire alla tragica constatazione che … cominciò tutto nel 1921, cioè esattamente un secolo fa, quando in tutta Italia le squadracce fasciste assalivano e distruggevano sistematicamente le Camere del Lavoro.
Anche allora, nell’Italia che tentava di risollevarsi dallo sforzo bellico, fu data mano libera alla violenza fascista contro chi voleva difendere i diritti e la dignità dei lavoratori. (altro…)