2020: “Que serà, serà!”

EDITOR

Forse il miglior modo per non andare incontro a disillusioni nel corso del prossimo anno 2020 è semplicemente quello di aspettarlo con serenità, senza farsi, appunto, … soverchie illusioni.
Quelli che oggi, San Silvestro, possiamo permetterci di esprimere sono solo auguri, speranze, auspici, desideri, ben sapendo che poi la vita, nostra e quella sociale, seguirà il suo corso secondo vie per noi imperscrutabili.
Anche noi naturalmente, come il venditore di almanacchi di Giacomo Leopardi, speriamo che l’anno nuovo sia almeno migliore di quello vecchio, di quello che se ne va lasciando il suo strascico di vita vissuta tra gioie e dolori, entusiasmi e preoccupazioni.
Ma per non avere già da ora la sensazione di illuderci, non vogliamo sperare così tanto; per questo ci limitiamo ad alcuni auguri.
Il primo augurio che intendiamo fare riguarda la salute, non solo nella speranza di star bene sia noi che i famigliari e gli amici che ci circondano; anche per evitare di dover ricorrere ad un sistema sanitario che nel Veneto, senza che Zaia se ne accorga, sta franando per scivolare nel privato.
Il secondo augurio è quello che si possa godere tutti di un giusto benessere di vita, magari più equamente ripartito; un benessere che non può essere ostentato in modo offensivo per chi non ce l’ha, ma nemmeno regalato da un “reddito di cittadinanza”; insomma un benessere che deve essere frutto del proprio onesto lavoro o della pensione per chi gli anni di lavoro li ha già maturati. In questo ambito le nubi all’orizzonte non fanno presagire nulla di buono, viste le sempre più numerose fabbriche in cui gli operai si trovano a dover difendere lo stesso posto di lavoro. Qui oltre alla disillusione, c’è in noi una grande rabbia per i danni provocati dal Jobs Act di Renzi, che ha introdotto la precarietà per tutti i lavoratori. Un lavoro precario toglie non solo la dignità a chi col lavoro intende realizzarsi come persona, ma anche la sicurezza di un avvenire, con la concreta possibilità di farsi una famiglia.
Fra le cose di cui proprio non intendiamo illuderci c’è il fatto che si contrasti seriamente la scandalosa evasione fiscale; troppe volte ci siamo illusi, per sentirci ancora totalmente impotenti di fronte alla “furbizia” di chi le tasse non le paga.
Non intendiamo infine rovinarci l’augurio di buon anno parlando della politica italiana; veramente, vista la situazione attuale non ne vale la pena, anche per non doverci confrontare con uno come Salvini che, Rosario in mano, da solo si sente “popolo italiano”.
Un recente sondaggio avrebbe dimostrato che il 48% degli italiani vorrebbe “l’uomo forte”, quello che come Mussolini, sentendosi popolo italiano, verrà a dirci “Questa è l’ultima volta che si fanno le elezioni. La prossima volta voterò io per tutti!”
Forte sarebbe in noi la speranza che il 2020 ci regalasse un presidente Usa che non sia Donald Trump, magari non per impeachment ma per scelta elettorale; ma forse osiamo sperare troppo.
Allora con un sincero augurio per tutti i nostri lettori, contando sulla Provvidenza, vorremmo concludere che anche per il 2020… “que serà, serà!”

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