Grazie Europa!

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201_GrazieEuropa La campagna elettorale di Silvio Berlusconi di questi giorni batte ossessivamente sul tema del “complotto” che secondo lui sarebbe stato la causa delle sue dimissioni da premier.
Noi non sappiamo se quanto ha affermato un ex-ministro Usa circa il tentativo di coinvolgere addirittura il presidente Obama per far dimettere Berlusconi da premier, sia vero o sia solo una boutade propagandistica.
Di sicuro possiamo affermare che se davvero ci sono state spinte in questo senso da parte dei politici europei, noi dobbiamo dire “Grazie Europa, grazie di cuore!” perché ci ha liberato da un incubo.
Se infatti guardiamo alla vicenda dall’interno del teatrino politico italiano, che continua imperterrito anche con il governo di Cicciobello, Berlusconi è stato fatto dimettere semplicemente perché con la sua acclarata insipienza politica ci aveva portato sull’orlo di un baratro economico, in cui era imminente dovessimo sprofondare.
Le tv berlusconalizzate possono tentare di cancellare e di riscrivere gli eventi politici di quei giorni con i quotidiani fuochi d’artificio, per cui sembra che nessuno tenga conto del fatto che Berlusconi, a tacer d’altro, è un cittadino condannato per frode fiscale, per quanto la pena comminata sia scandalosa, e per prostituzione giovanile; come dire, un esempio!
Un giornalista di una emittente straniera ha recentemente detto di essere venuto a riprendere il caso unico al mondo di un ex-premier condannato ai servizi sociali.
Noi ci sforziamo di non mettere la nostra memoria all’incanto e ricordiamo perfettamente quanto si parlava di uno spread salito ad un livello tale che l’Italia rischiava il default economico, cioè il disastro totale che ci avrebbe coinvolti tutti. Come avrebbe retto l’economia italiana, c’è da chiedersi, se al posto dell’euro ci fosse stata la lira? C’è da rabbrividire al solo pensarci.
A chi ha fatto pressione per farlo dimettere da premier, da Napolitano a Monti ed eventualmente ai politici europei, va quindi il nostro plauso e il nostro sentito ringraziamento.
Crediamo nessuno abbia ancora dimenticato il sorrisetto di scherno tra Sarkozy e la Merkel, a dimostrazione della considerazione in cui Berlusconi era tenuto in Europa.
Allora, per noi, la parola magica è proprio Europa; è solo nell’ambito di questa dimensione che possiamo davvero capire il pericolo cha abbiamo corso, cercando di evitarlo in futuro.
Se infatti noi guardiamo all’Europa comunitaria nel suo insieme organico, non è che uno Stato possa affondare da solo; uno che cade trascina giù tutti. Pensiamo solo ai pesanti e condizionanti interventi europei per salvare la Grecia dal fallimento in cui non si poteva lasciarla precipitare. Ma nel concedere il finanziamento l’Europa si preoccupa che i sussidi siano usati per lo scopo e le finalità per cui sono stati concessi.
Noi domenica andiamo quindi a votare per l’Europa, e ci andiamo convinti che la sua realizzazione debba andare avanti in forme sempre più democratiche e partecipate.
Farne un test elettorale per la politica interna italiana, con le percentuali che salgono e scendono, è solo restare a livello del vociante pollaio. L’Europa è molto di più.

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