24 maggio: è guerra!

CULTURA

GrandeGuerra
[Il 24 maggio di 100 anni fa cominciava la Grande Guerra. Più che le vicende militari, a noi interessa vedere come la gente comune visse emotivamente questo particolare momento; una significativa testimonianza in questo senso ci viene da Don Bortolo Vidale, allora arciprete di Salcedo, e che possiamo leggere nel suo “Diario di Guerra”, ed. La Serenissima, Vicenza, 2006, p.18]

“Il 24 maggio, giorno di lunedì, di buon’ora mi portai a S.Anna. nelle prime ore il cannone cominciò a mandare la sua voce rauca e terrorizzante. Non si possono né dire né descrivere i sentimenti provati in quei momenti.
Sulla via rapida che conduce dalla contrada Fontana al Santuario incontrai un papà, buon uomo, uno di quelli che si sentono pronti al dovere in ogni circostanza, anche dolorosa. Questi aveva 2 figli al militare, tutti e due richiamati, di cui uno reduce dalla guerra di Libia.
“Il cannone, parroco” mi disse; ed io vedendo quel padre pallido in viso, barcollante, risposi commosso:
“Sì, il cannone, coraggio, mettiamoli nelle mani di S. Anna.”
I cannoni dai forti Corbin, Campolongo di Rotzo, Verena di Roana incominciarono a vomitare fuoco e lanciare ferro arroventato contro l’Austria. I paesi della Val d’Astico, quei paesi che percorsi pochi mesi prima, per necessità di cose dovettero sgombrare. Quei poveri profughi, quando noi eravamo ancora ignari di una stessa sorte, furono visti con le loro masserizie, le cose più care, percorrere il Vicentino ed il Padovano in cerca di alloggio e di pane.
E nel nostro paese, dove il cannone rimbombava di valle in valle?
Ogni colpo si ripercuoteva sul cuore di tutti, massimamente di quei genitori i figli dei quali erano già sotto le armi.
La Storia registrerà il nome dei caduti sul campo dell’onore in conseguenza di ferite o di malattie contratte causa il servizio militare, ma non potrà mai registrare il nome dei cittadini ai quali la guerra logorò la vita, conducendoli alla tomba innanzi tempo, pur rimanendo nelle proprie case.
Quando il cuore è colpito, ne risentono tutte le membra del corpo ed è in pericolo di vita.”

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