Notturno di donna con ospiti

TEATRO

245_De Sio“Notturno di donna con ospiti”, visto al Comunale di Thiene, tratto da un romanzo scritto da Annibale Ruccello nel 1983, racconta con anticipo certe tragedie che purtroppo accadono con una frequenza abbastanza impressionante ai nostri giorni. Questo è il racconto di una brutta storia, i temi affrontati sono molto profondi, racconta la solitudine di una fragile Adriana, madre di due bimbi e in attesa del terzo; lei casalinga in una squallida e opprimente periferia napoletana, con un marito rozzo ed egoista che la tratta senza riguardo come fosse una cameriera o un oggetto sessuale; tutto si svolge in una notte afosa d’estate.
Il marito è uscito per il lavoro, fa il metronotte, i bimbi dormono, lei si prepara ad affrontare un’altra notte da sola cercando ostinatamente di vedere un film in una tv locale, e di cui il suo televisore, purtroppo, non riceve il segnale, si appisola, ma viene svegliata( viene veramente svegliata ?o si mette in moto il suo immaginario) da una donna volgare che dice di essere stata aggredita e che riconoscerà poi come la sua vecchia e antipatica compagna di banco, Rosanna.
Poco dopo giungerà anche il marito di Rosanna ed il suo amante Sandro, appena uscito di galera, che è stato il primo amore di Adriana, arriverà anche Michele suo marito, Adriana, complice forse, anche qualche bicchiere di alcool di cui non è abituata, è frastornata, disorientata e confusa, ed ecco qui senza una logica, aprirsi i cassetti della sua memoria richiusi da tempo, ricorderà l’adolescenza e la sua infanzia, rievocherà la violenza sessuale subita, ricorderà i rapporti con i suoi genitori, dove ritroverà un padre affettuoso e remissivo, una madre autoritaria, oppressiva, soffocante, tirannica e portatrice di una zoppicata sinistra; e sulle note di una canzone cantata Julio Iglesias, la sua fragilità la sua frustrazione e la sua solitudine la faranno scivolare nella follia fino a farsi mostro, per un finale tremendo e drammatico.
Dice bene Giuliana De Sio in una sua intervista, questo è un personaggio dalle molteplici sfaccettature, è gratificante e stimolante per una attrice, qui puoi spaziare dalla comicità di Fracchia a una moderna e tragica Medea.
Dà l’anima la De Sio nel ruolo di una Adriana convincente e credibile nelle sue diversità umorali, abbiamo apprezzato molto Gino Curcione nel ruolo di padre\madre, Curcione ha avuto la capacità di non scivolare mai in caricatura quando interpretava un’insopportabile madre, davvero bravo,
Non abbiamo apprezzato il modo di recitare degli altri attori, troppo sopra le righe, tutto troppo gridato, e poi che brutti quei microfoni a vista; ma il Comunale non ha un’ottima acustica???
Troviamo da ridire anche sulla comprensibilità del dialetto napoletano; quanto, noi, abbiamo perso del testo?… quanto abbiamo dovuto immaginare?… se si fa un lavoro per portarlo in giro per l’Italia si ha anche il dovere di renderlo comprensibile ai spettatori.
Ci è piaciuta la scenografia di Roberto Ricci a scena fissa per tutti e due gli atti che ben ha reso l’ambiente dove Adriana portava avanti la sua vita povera di affetti e considerazioni, ha avuto buoni spunti anche la regia di Enrico Maria Lamanna molto efficace quando Adriana in preda alla sua follia riesce a vedere come un’ossessione la figura di sua madre dentro al frigorifero, o nell’anta della cucina, o dentro all’armadio…. angosciante il finale con una Adriana in abito da sposa insanguinato che gira per il palco pedalando sopra ad un triciclo da bambino… tanti e calorosi gli applausi che hanno salutato gli attori… e noi spettatori tutti a casa con un pugno nello stomaco.

2 commenti su “Notturno di donna con ospiti

  1. Articolo sconclusionato, e scritto male da.chi non sembra avere competenze tecniche, ne di giornalismo, ne di teatro. Mi permetto di correggere “ai spettatori” in “agli spettatori”.

  2. Innanzitutto,non è tratto da un romanzo, ma è una commedia originale di Ruccello! Ho visto lo spettacolo a Teramo e non si può non apprezzare tutti gli attori che fanno un lavoro minuzioso e originale sull’interpretazione dei personaggi. La sua cattiva critica meriterebbe una cattivissima critica.

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