La giostra degli scambi

SCAFFALE

275_CamilleriPer una bella coincidenza abbiamo finito di leggere “La giostra degli scambi” di Andrea Camilleri, edito dalla Sellerio di Palermo nel 2015, proprio in questi giorni in cui l’autore compie 90 anni.
Si tratta, lo diciamo subito, di una nuova inchiesta del commissario Montalbano, e della sua èquipe, compreso il simpatico Catarella che non imbrocca un cognome neanche a pagarlo a peso d’oro; naturalmente il tutto espresso ancora una volta in siculo-italiano, una nuova lingua che ormai abbiamo dovuto imparare anche noi, dato che l’autore dice di sapere più l’italiano di oggi.
Al centro della vicenda c’è come spesso una bella e vivace ragazza, Silvana, anche se prima ci sembrano essere due strani rapimenti di altrettante ragazze, impiegate di banca come lei; alla lunga si viene a sapere che Silvana è senza genitori e da bambina è stata adottata da tale Virduzzo che l’ha fatta studiare fino alla laurea e le ha trovato un lavoro, sistemandola in un appartamento.
Silvana non sembra molto stabile nei suoi amori, e al momento ha abbandonato la sua relazione con certo Bonfiglio per innamorarsi di un giovane, Di Carlo, con cui trascorre un mese di vacanza in una spiaggia esotica.
Una mattina i due vengono trovati assassinati; Silvana in particolare viene trovata barbaramente uccisa e gettata in un deposito di immondizie.
E di qui che parte l’inchiesta del commissario Montalbano, sempre alle prese con i suoi intermezzi a base di pesce e le serate a base di whisky nella veranda del suo cottage in riva al mare.
È qui che Montalbano elabora i suoi casi, facendo ricorso più alla psicologia che non alla forza e al frenetico movimento.
Siamo di fronte ad un thiller che si evolve con studiata lentezza, dimostrando che Camilleri è veramente un maestro del genere.
Naturalmente, non ppotendo proseguire con la trama, ci uniamo anche noi al coro di auguri che il nostro autore sta ricevendo in questi giorni, ampiamente amplificati da mamma Rai.
Camilleri è autore di una cinquantina di romanzi, di cui la metà incentrati sul commissario Montalbano, e gli altri con personaggi ed epoche diverse, sempre comunque scritti con semplicità e chiarezza, facendoci capire persino le contaminazioni dialettali.
Forse il suo pregio di fondo, come lettore della realtà della sua terra, è il suo amore per i suoi personaggi, non solo quelli ricorrenti, ma anche quelli che appaiono per scomparire subito dopo; il tratto è sempre la bonaria simpatia e l’umanità con cui li guarda, anche se talvolta li rende colpevoli di efferati delitti.

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