La verità della suora storta

SCAFFALE

VitaliAncora un thriller alla Andrea Vitali; stiamo parlando de “La verità della suora storta” edito dalla Garzanti nell’ottobre 2015.
Ormai le storie del medico di Bellano, nella sua evoluzione letteraria, pur sempre piacevoli da leggere, sembrano aver perso una loro caratteristica leggerezza per diventare dei thriller che non mancano certo di suspense e di sorprese.
Più che una trama lineare abbiamo qui l’intrecciarsi di più storie, che finiscono poi per confluire in un unico esito narrativo.
Anzitutto la storia di Sisto Santo, nato con un dito in meno, e che dopo l’orfanatrofio, da meccanico presso l’officina di Scaton, ha fatto il salto diventando tassista alla guida di una Fiat Millenove, anche se a Bellano i clienti sono piuttosto rari.
Una domenica pomeriggio, mentre è in attesa delle cro-nache del calcio, Sisto viene richiesto di portare una cliente senza borsetta al locale cimitero; ma arrivato sul posto lo chauffer si accorge che la donna è silenziosamente morta, sporcando il sedile di urina.
Qui entra in gioco un umanissimo maresciallo Roversi che, pur in mancanza di uno specifico reato, si incaponisce a sciogliere quello che è un mistero, cioè la presenza della sconosciuta al cimitero di Bellano.
Come sempre, scavando nell’ambiente, il maresciallo incontra inevitabilmente il prevosto e la di lui perpetua, che di cose, se potesse parlare, ne saprebbe più dei due messi assieme. Un valido aiuto al maresciallo viene anche dalla moglie, insieme alla quale sogna un’abitazione migliore per dare degna accoglienza ad un figlio da mettere in cantiere.
Le indagini, basate anche su una foto trovata in tasca alla donna morta, ad un certo punto coinvolgono un famoso avvocato, sdegnoso verso chi si permette di indagare su di lui, e una suora dell’ospedale, che una malattia ha deformato, tanto da venire chiamata la “suora storta”.
Oltre non possiamo andare; basterà dire che maresciallo e prevosto, con il taxi di Sisto, arriveranno fino ad incontrare la suora storta e che l’altezzoso avvocato dovrà alla fine abbassare le ali di fronte al tenace maresciallo Roversi.
Lo stile narrativo è quello tipico di Andrea Vitali, con linearità espositiva organizzata in capitoli brevi e in qualche modo concatenati l’un l’altro attraverso un espediente narrativo che è come il filo di una collana di perle.
La narrazione procede poi come una treccia in cui i diversi filoni si intersecano tra loro per confluire poi in un’unica conclusione a sorpresa, ma così a sorpresa… che i nostri non sanno neppure se sia il caso di rivelarla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *