Le vichinghe volanti

SCAFFALE

Vichinghe“Le vichinghe volanti” con sottotitolo “e altre storie d’amore a Vigatà” è il titolo della raccolta di racconti di Andrea Camilleri, pubblicata dall’editrice Sellerio nel mese di ottobre 2015.
Si tratta di 8 racconti, tutti ambientati nella ormai mitica Vigatà, in cui in forme e vicende diverse viene svolto il concetto che l’amore è una forza potente e spesso incontrollabile, o come si diceva una volta “amor vincit omnia”, l’amore vince tutto.
Non potendo per limiti di spazio parlare di tutti i racconti, ci piace cominciare con quello che dà il titolo alla raccolta.
“Le vichinghe volanti” sono delle belle ragazze capitate al paese di Vigatà con una specie di circo in cui si esibiscono su motociclette in spericolate acrobazie all’interno di un enorme catino fino a rasentare in posizione orizzontale il bordo superiore, dove intrecciano spericolate manovre.
Ma naturalmente non sono solo le loro acrobazie che attirano i maschi di Vigatà, quanto la loro statutaria bellezza che le fa apparire come delle vichinghe, la loro disinibita libertà di vita rispetto alle figlie e alle mogli locali.
Naturalmente ci sarà il solito possidente che, pervaso da sogni erotici, vorrà invitarle a cena con alcuni suoi amici, eludendo il controllo delle rispettive consorti. Il finale… è tutto da scoprire.
È un po’ questa la chiave di lettura dei vari racconti, in cui in diverse situazioni e contesti viene dall’autore caricata una atmosfera che l’irrompere del sentimento dell’amore disarticolerà con esiti comici, pur all’interno dell’umana bonarietà di Andrea Camilleri.
Ecco allora il bel ragazzo, gelosamente custodito dalla madre per venderlo sul mercato dei matrimoni al miglior offerente attraverso il gioco delle mezzane intermediatrici, ma che riuscirà ad entrare nel sempiterno e fascinoso gioco della più sfrenata sessualità.
Così anche in “I cacciatori”, “In odore di santità” e in “Il boccone del povero” c’è un crescendo verso situazioni che rischiano di diventare pericolosamente incontenibili e incontrollabili, se ad un certo punto non intervenisse l’amore, con la sua sana sessualità, a disinnescare situazioni esplosive, riconducendole ad pietosa umanità, tutt’altro che eroica.
Resta naturalmente da dire della lingua, quel italo-siciliano che ormai caratterizza il raccontare di Andrea Camilleri; se c’è un qualcosa da sottolineare è che in questi racconti anche le espressioni dialettali si intensificano, lasciando spesso nel dubbio la comprensione da parte dei lettori che non hanno molto dimestichezza con la lingua sicula.

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