36^ Stagione Teatrale Thienese

TEATRO

36STT“I nasce tuti bei”, si dice dei bambini; lo stesso potremmo dire della neonata 36^ Stagione Teatrale Thienese, recentemente presentata nella Sala Consiliare del Comune di Thiene, alla consueta presenza di Sindaco ed Assessore alla Cultura, del sempiterno Silvano Guarda in funzione di consulente esperto. Facevano da cornice il direttore di Arteven, Pierluca Donin, oltre ad alcuni protagonisti della Stagione, gli attori Tullio Solenghi e Maximilian Nisi.
Una Stagione sapientemente equilibrata nei suoi 10 drammi, ma che secondo noi non fa fare un passo in avanti, neanche piccolo, alla cultura teatrale thienese.
Si comincia martedì 3 novembre con ”Il Visitatore” di E. E. Schmitt nell’adattamento e regia di Valerio Binasco, con tra gli attori Alessandro Haber.
Segue il 24 novembre un classico, il “Don Giovanni” di Molière, diretto ed interpretato da Alessandro Preziosi.
Piergiorgio Piccoli cura la regia di “Mister Green”, che va in onda Martedì 15 dicembre, preceduto il 2 dicembre dal consueto appuntamento col “Gran Galà d’Operetta”.
Il 2016 comincia il 19 gennaio con “The Pride” che vede la presenza a Thiene di Luca Zingaretti, mentre il 2 febbraio siamo ancora al teatro classico americano con “la gatta sul tetto che scotta” di Tennessee Williams.
Martedì 16 febbraio è la volta di Umberto Orsini in un altro dramma americano, “Il prezzo” di Arthur Miller, con e per la regia di Massimo Popolizio.
Ottavia Piccolo torna al Comunale di Thiene martedì 3 marzo, con “7 minuti” per la regia di Alessandro Gassman.
Il tradizionale appuntamento con il teatro veneto ci sarà il 15 marzo con “I Rusteghi” di Carlo Goldoni, per la regia di Giuseppe Emiliani.
Uno dei punti clou dell’intera Stagione è rappresentato da “Quei due” di Charles Dyer, che il 22 marzo porterà a Thiene Massimo Dapporto e Tullio Solenghi.
La 36^ Stagione finisce il 5 aprile con “Quattro storie buffe” di Luigi Pirandello ed Anton Checov, con l’ennesima presenza a Thiene di Glauco Mauri e Roberto Sturno.
Come si vede, una Stagione sapientemente bilanciata, in cui si può notare una sostanziosa presenza del teatro americano e la mancanza quest’anno del teatro napole-tano, il quale, passati i maestri come Carlo Giuffrè, spesso ci ha offerto una indecorosa e incomprensibile caciara; della teatralità napoletana sentiamo tutti il bisogno, ma con il gusto e la moderazione cui eravamo abituati.
Sul teatro americano del secondo ’900, così presente in questa Stagione si deve dire che è un teatro fortemente psicologico, centrato su problemi sociali, per quanto a volte si presenti in modo divertente.
Quello che secondo noi manca a questa Stagione è un passo avanti verso forme di teatro più moderne ed attuali; se la paura è quella di sconcertare lo spettatore thienese, si tratta di procedere con gradualità, un passo alla volta, e sempre all’insegna del valore teatrale.
Comunque “I nasce tuti bei”: adesso aspettiamo di vedere come crescono.

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