38^ Stagione Teatrale Thienese

TEATRO

StagioneStagione all’insegna del rapporto tra realtà e psicologia ci è sembrata la 38^ Stagione Teatrale Thienese, recentemente presentata, questa volta direttamente al Comunale. Naturalmente c’è da premettere che gli spettacoli si giudicano non sulla carta, ma quando vanno effettivamente in scena.
Si comincia il 14 novembre con “Le serve” di Jean Genet, dove, con il meccanismo del teatro nel teatro, due serve rivestono a turno i panni della Madame, inventandosi storie che finiscono puntualmente con l’omicidio della padrona. C’è quindi il transfer nella fantasia dove si realizza quello che nella realtà non si può fare… almeno fino a quando la fantasia non diventa realtà.
Ancora in novembre, il 28, Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere presentano “Il padre” di Florian Zeller, con il rapporto tra la figlia che vuole proteggere un padre dalla malattia, mentre lui non intende invece rinunciare alla sua libertà.
Un classico del teatro veneto è invece “Le baruffe chiozzotte” che andrà in scena il 12 dicembre, e che rappresenta il malinconico canto del cigno alla dimensione psicologica del campiello di Carlo Goldoni in partenza per Parigi.
Il 19 dicembre, con “Due”, Roul Bova e Chiara Franchini presenteranno la realtà psicologica della coppia di fatto che convive senza un legame che dia una stabilità nel tempo.
Il 2018 comincia con la black comedy “come stelle nel buio”, in scena il 9 gennaio, con Isabella Ferrari e Iaia Forte che rivivono rinfacciandosi reciprocamente il loro passato.
Dopo il consueto intermezzo del musical con “Tutti insieme appassionatamente”, la Stagione propone un dramma di Eduardo De Filippo, “Questi fantasmi!” un capolavoro dove la psicologia gioca tra il comico e il tragico.
Il 20 febbraio va in scena “Casa di bambola” di Ibsen, con la moglie e madre che tenta di superare la pesantezza del ruolo cui e costretta dalle convenzioni sociali.
Il 13 marzo tocca a “L’idea di ucciderti, dramma scritto e diretto da Giancarlo Marinelli, presente in sala, che lo ha definito un thriller, in cui per uscire da una situazione di scontentezza si immagina di eliminare l’ostacolo uccidendolo.
Una rilettura del romanzo di Dostoevskij è “Delitto/Castigo” con Sergio Rubini e Luigi Lo Cascio, con il dramma del rimorso dopo un assassinio, dramma che sarà presentato il 20 marzo.
Si finisce il 10 aprile con “Vincent Van Gogh”, interpretato da Alessandro Preziosi, con il dramma psicologico dell’artista del colore e della natura, costretto entro “l’ossessione del bianco” della stanza del manicomio in cui è stato rinchiuso.
Come si vede, praticamente ogni dramma presenta una dimensione psicologia in cui, partendo dalla realtà, spesso sofferta e deludente, si evade verso un più intimistico mondo di immaginazione e di fantasia.
In chiusura della Stagione scorsa avevamo chiesto una maggior apertura al teatro più moderno ed attuale, senza sconfinare nello sperimentale; questa Stagione ci sembra presenti un giusto equilibrio tra il tradizionale e il moderno, ciò che noi abbiamo visto favorevolmente, per quanto ribadiamo che il giudizio si fa sulla scena e non sulla carta.

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