A Zugliano una lettera di San Gaetano Thiene

CULTURA

Pochi ne sono a conoscenza e, tra questi pochi, sembrano essere interessati al fatto che a Zugliano esiste una lettera autografa di San Gaetano Thiene.
Anche se oggi questa è conservata e protetta in casa privata, la lettera appartiene alla chiesa di San Bernardino di Zugliano qui portata dalla contessa Attilia Porto quando divenne sposa di Giustino Trento e fece costruire un altare dedicato appunto a San Gaetano Thiene.
La lettera del 1522, chiusa in un reliquiario a doppio vetro, è di difficile lettura. Noi l’abbiamo trovata trascritta da Rizieri Zanocco nel 1910 e ad una prima lettura sembra presentare uno scarso interesse; si tratta infatti di un elenco di debiti della nobile famiglia vicentina dei Thiene che il futuro Santo, allora a Venezia, si impegnava a pagare di tasca propria.
Un elenco di impegni abbastanza arido, ma che letto alla luce della storia acquista un’importanza difficilmente immaginabile.
Dopo aver fatto un’esperienza giovanile nella corrotta Curia romana del periodo rinascimentale, che storicamente sfociò nello scandalo delle indulgenze e nella ribellione di Martin Lutero, Gaetano aveva capito che una rigenerazione della Chiesa poteva attuarsi solo attraverso la rinuncia agli sfarzi del Papato, attraverso una pratica quotidiana della povertà.

Il voto di povertà assoluta, a lungo elaborato e da molti contrastato, era uno dei voti che dovevano prendere i Chierici Regolari Teatini, l’ordine religioso che il Thiene fondò insieme con altri tre compagni, tra cui in vescovo di Chieti, Pietro Carafa.
Un voto di povertà assoluta che arrivava ad escludere anche le varie forme di questua, affidandosi completamente alla Provvidenza divina.
Se per una persona non è sempre facile da povero diventare ricco, altrettanto, se non più difficile, è da ricco diventare povero.
Questo è lo sforzo del lungo processo con cui Gaetano si liberò dei beni che gli derivavano dalla nobile famiglia cui apparteneva. Uno sforzo che si concluderà poco prima della Bolla Pontificia di istituzione dell’ordine dei Teatini con la rinuncia volontaria ai suoi due ultimi benefici ecclesiastici.
A noi piace pensare che questo lungo e travagliato processo di spogliazione dei beni personali, per Gaetano Thiene sia cominciato con la lettera ancora presente a Zugliano, un fatto questo la cui importanza storica non può sfuggire.
La vera lezione di San Gaetano Thiene diventa quindi che i grandi cambiamenti, le rivoluzioni, cominciano dal cambiare noi stessi, in prima persona. E siccome la Provvidenza è sì divina, ma opera attraverso gli uomini, il nostro impegno è quello di “farsi provvidenza”.

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