Achille Ciabotto, medico condotto

TEATROINSIEME ZUGLIANO

Teatroinsieme colpisce ancora; recentemente presentata al Circolo S. Zenone di Zugliano, la nuova esilerante commedia “Achille Ciabotto, medico condotto”, di Amendola e Corbucci, ha subito ottenuto un grosso consenso di un pubblico divertito.
La vicenda narrata è riassunta dalla stessa Gabriella Loss, la storica regista di Teatroinsieme; Achille Ciabotto, medico condotto, dentista e veterianario di un piccolo paese del Veneto, visita nel suo ambulatorio, assistito dalla pudica e arcigna sorella Virginia, il maresciallo con problemi diuretici, un paziente mutuato che si fa prescrivere le medicine per rivenderle a metà prezzo ai pazienti cui il medico le ha prescritte, una suora con una “malattia molto particolare” e una sposina che ha un “piccolo” problema col marito. Sulla vicenda irrompe una bella ragazza uscita di strada con la macchina, che finge di aver perso la memoria e di non sapere nemmeno come si chiama, per non dover spiegare chi è e da dove viene. Finchè viene rintracciata dal padre industriale di lamette di Lugano e dal promesso sposo, un nobile siciliano da operetta, che la ragazza si rifiuta di sposare perché innamorata di uno che è “solo” un idraulico.
Dar conto di come va a finire, sarebbe un rovinare la sorpresa; basterà dire che, in base al fatto che “amor vincit omnia”, alla fine tutto a suo modo andrà a posto, con il pubblico accodiscendente sul fatto che “lo spirito è forte, ma la carne è debole”.
E allora, di fronte alla debolezza della carne, chi può curarla meglio del buon vecchio medico condotto di una volta.
Gian Stupiggia, nelle vesti del dottor Achille Ciabotto, domina la situazione con la sua candida e stralunata ingenuità, come quando saluta con “ciao caro” il coccodrillo impagliato che popola i suoi incubi notturni; senza mai ergersi a giudice moralista, bonariamente finisce per sistemare tutti, nello spirito come nella carne, risolvendo spesso le situazoni con esileranti battute.
Rita Busin, Virginia sulla scena, con un gioco calibrato di ammissioni a poco a poco finirà per rivelarsi di una specie mangia-uomini, confessando, tra un sospiro e l’altro, che da lei finora si è salvato solo “el postin”. Efficace la scena in cui Virginia si defila, per non dover confessare la sua notte tempestosa col maresciallo.
Buone e accurate, come sempre, le caratterizzazioni degli altri personaggi, dal maresciallo (Valerio Donà), ai recenti sposi col piccolo problema (Luigina Dalle Rive e Daniele Elipanni), a suor Angela (Sandra Binotto), al mutuato di professione (Fabiano Zambon), all’industriale di Lugano (Lorenzo Bozzetto), alla figlia Maria Pia (Lara Carollo) e al barone siciliano (Francesco Zanin), compresa la piccola Marisa (Paola Gnata).
La mano della regista Gabriella Loss è evidente, oltre che nella scenografia, nella sua capacità non solo di rendere credibili i personaggi, ma anche di dare al susseguirsi delle vicende il giusto ritmo scenico, con l’incalzare di situazioni comiche che alla fine fanno la qualità di fondo di questa divertente commedia.
Noi abbiamo assistito ad “Achille Ciabotto, medico condotto” prima ancora di scoprire che si trattava di un adattamento all’ambiente e al dialetto veneto dell’omonima commedia con Erminio Macario, di cui abbiamo successivamente visto alcuni spezzoni in Internet; senza fare inopportuni confronti, la nostra impressione è che la messa in scena di Teatroinsieme, considerate le volute diversità, abbia poco da invidiare, per resa teatrale, all’originale fatto da attori professionisti.
L’importante è comunque che, nello squallore di questi tempi di bunga bunga, il dott. Achille Ciabotto ci regali due ore comicità scacciapensieri; e se è vero quel che dice Gabriella Loss, secondo cui “ridere fa bene alla salute”, al teatro, come al dott. Ciabotto, davvero non possiamo chiedere di più.