Alex

SCAFFALE

scansione0001Una possente macchina narrativa ci è sembrato quella da cui è scaturito il romanzo di Pierre Lemaitre, “Alex”, edito dalla Mondadori nel 2011.
Il racconto è sostanzialmente diviso in tre parti. Nella prima parte una giovane ragazza trentenne, Alex, viene improvvisamente rapita per strada a Parigi e portata in un magazzino dismesso della periferia, dove viene chiusa nuda in una gabbia di legno sospesa in alto con una corda.
Non c’è solo l’incubo della minaccia di morte fattale dal sequestratore, ma anche quello dei grossi topi che cercano di mordere la carne fresca della ragazza. Sembra di essere tornati all’incubo descritto da Orwell in “1984”.
Sulle tracce della ragazza c’è una squadra di agenti di polizia di Parigi, guidata da Camille, un poliziotto cui è stata uccisa la moglie Irene e che ha il complesso della bassa statura.
Alex, con un macabro espediente, finisce per liberarsi, tanto che quando Camille e i suoi finalmente arrivano sul posto, trovano, in una scena che si può immaginare, la gabbia vuota e la ragazza sparita.
Nella seconda parte, la ragazza da vittima diventa una feroce assassina, che attira gli uomini per colpirli violentemente con qualche oggetto, finendoli poi versando loro nella gola dell’acido solforico.
Nel condurre le indagini, inseguendo l’assassina, Camille oltre a constatare dall’uso dell’acido solforico che si tratta della stessa persona, si chiede il perché di questo feroce comportamento, cosa spieghi tutta questa violenza.
La vicenda sembrerebbe concludersi con il ritrovamento in una stanza d’albergo del corpo di Alex, apparentemente suicida.
Nella terza parte Camille e i suoi uomini, ormai fortemente presi dal caso, riescono in qualche modo a scoprire la verità, che evidentemente non possiamo qui disvelare, e che il lettore scoprirà solo nelle ultime righe del romanzo.
Quello che colpisce in questo romanzo “Alex” è comunque lo stile narrativo, condotto con una chiarezza e linearità, pur nella crudezza e spesso scabrosità delle scene, senza nessuna concessione a qualche forma di compiacimento per l’orrido che ci viene proposto con dovizia di particolari scabrosi.
Il racconto corre comunque su due binari, quello delle vicende di Alex, da una parte, e quello dell’indagine poliziesca di Camille e dei suoi uomini, dall’altra, per confluire alla fine quando le due strade inevitabilmente si incrociano.
Non capita spesso, comunque, di essere tenuti nella suspense per oltre trecento pagine da una vicenda narrativa che non manca di una sua tragica crudezza.

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