Alle radici del male

SCAFFALE

122_MalePaghi uno e compri due; non ci riferiamo ad una promozione pubblicitaria, ma a “Alle radici del male” di Roberto Costantini, un romanzo più o meno storico che si allunga per oltre 600 pagine; a dare l’idea del compri due è soprattutto il fatto che il romanzo è nettamente distinto in due parti, con un tenuissimo e poco convincente legame tra loro.
Ambientato nella Libia post-coloniale, la storia è quella di una famiglia di italiani, col padre Balestrieri ex-fascista dedito ai grandi traffici internazionali, tra cui il petrolio libico, la madre intellettuale che si chiama Italia, un figlio diciamo normale e il ribelle Mike, che stringe un patto di sangue con altri 3 compagni di avventure, che ben presto sfociano nella violenza più o meno teppistica.
Nella Tripoli della famiglia Balestrieri vive anche una famiglia americana, col padre militare, la bellissima moglie, che sconvolge l’adolescente Mikein una burrascosa relazione, mentre lui sospetta che la disinvolta signora abbia una relazione con suo padre; c’è poi figlia, Laura, di cui Mike si innamora per poi abbandonarla in quanto sembra incapace di provare un sentimento profondo per una donna.
In Libia, favorito dai petrolieri, c’è il colpo di stato che porta al potere Gheddafi; questo mentre misteriosamente viene uccisa Nadia, una ragazza somala, e in un apparente suicidio, Italia, la madre di Mike.
Dopo un fallito attentato a Gheddafi, Mike ormai dedito a traffici illeciti, deve abbandonare la Libia e fuggire in Italia.
Qui, con un assolutamente improbabile salto narrativo, e vorremmo dire qualitativo, comincia la seconda parte del romanzo, in cui a Roma ritroviamo Mike nientemeno che come svogliato commissario di polizia, dedito alle donne e al gioco.
Un suo tragico errore investigativo viene coperto da un collega che se ne addossa la colpa, in quanto gravemente malato, in cambio della protezione da parte di Mike della figlia Claudia.
Mike si trova a dover indagare sul caso di una ragazza sudamericana, Anita, uccisa e abbandonata in un prato subito dopo il suo arrivo dalla Columbia.
Intanto Claudia tenta la carriera di valletta televisiva e si scopre che più che alla carriera, vuole vendicare la precedente morte di una sua amica a causa di un incidente d’auto in cui Claudia era alla guida drogata.
Mike deve indagare nel mondo dello spettacolo dove circola liberamente la cocaina, e dove le ragazze finiscono inevitabilmente nel letto di registi o produttori.
C’è comunque un filo, un po’ macabro, che unisce tutte queste morti su cui l’improbabile commissario deve indagare, un filo che lo porta comunque non solo in Libia ma alle stesse radici del male.
Costantini è certamente un buon narratore, soprattutto nel dominare una trama estremamente complessa; ma anche per lui è impossibile sostenere un ritmo narrativo per 600 pagine.

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