Amadeus

TEATRO

amadeus-thiene-2Dopo i saluti dell’assessore alla cultura, M. G. Strinati, visibilmente soddisfatta, (anche quest’anno teatro quasi pieno e tre serate per ogni spettacolo) è iniziata al Teatro Comunale di Thiene la 35^ Stagione Teatrale; apre “Amadeus” nella originale versione teatrale di Peter Shaffer; naturalmente ci viene spontaneo il confronto con il film di Milos Foreman che fece una strage di premi Oscar, e che resta uno dei capolavori intramontabili della storia del cinema.
La rappresentazione teatrale ci è piaciuta molto. Solo se vogliamo essere pignoli, c’è stato in qualche momento della recitazione una leggera esagerazione, che secondo noi nell’insieme non ha disturbato.
Sul palco, sarà la voce narrante di un vecchio e ammalato Antonio Salieri, compositore di corte, che ci racconterà attraverso i suoi ricordi la storia del suo antagonismo con il geniale W. A. Mozart.
Gli storici dicono che la rivalità sia presunta; infatti non è stato trovato nessun documento che la potesse documentare, anzi dicono che i due hanno collaborato. Il testo di Peter Shaffer si ispira a un dramma scritto nel 1830 da Aleksandr Sergeevic Puskin in cui si narra della rivalità tra i due.
Un umano e tormentato Salieri ci racconta un dramma di feroce gelosia, di invidia di rancore, in tutte le sfumature che da essa derivano. Salieri giungerà infatti, al punto di mettere in giro la voce infondata di aver assassinato Mozart, pur di essere ricordato anche lui dai posteri, se non come grande musicista, almeno come assassino di un genio
Nei monologhi che Salieri usa per raccontarcelo, davvero un bravo Solenghi, ci dirà come ha usato tutti i poteri che derivavano dalla sua posizione sociale, per poter distruggere sia come uomo che come compositore il geniale Mozart… Eppure noi riusciamo a provare simpatia per questo compositore, che pur sapendosi mediocre, (si ergerà addirittura come patrono) e inizierà una battaglia verbale nientemeno con Dio, accusandolo di non aver scelto lui come tramite, per scrivere e lasciare ai posteri, musica immortale.
Il motivo del suo astio è tutto lì … il non aver dato a lui, amante e innamorato della musica, la bravura di comporre tanta grandiosità, tanta sublimazione musicale, e aver scelto quello che Salieri definisce, “un vanaglorioso, libidinoso, sconcio, infantile ragazzo.”
Mozart dal canto suo assumerà nei suoi confronti un atteggiamento arrogante e insolente e farà di tutto per farsi detestare dal musicista di corte, finendo in miseria; morirà giovane, e sarà sepolto in una fossa comune.
A condurre lo spettacolo c’è una buona mano registica. Efficace la scena, quando accompagnato dalla mera-vigliosa musica Mozartiana, Salieri leggerà con gli occhi, e una efficace mimica facciale, gli spartiti musicali scritti dal giovane genio, avuti dalla moglie Costanza in cambio di promesse per un posto di lavoro, che non arriverà; alla fine della lettura, meravigliato dirà, ma come nessuna correzione ?
La regia giustamente sfrutterà ancora la musica dell’au-tore di Salisburgo, sentiremo pezzi dal Flauto Magico, dal Don Giovanni, dalle Nozze di Figaro, dalla Messa da Requiem, e le allegre note della Marcia Turca saranno accompagnate da una caratteristica camminata dei protagonisti.
Buono il cast recitativo, valido l’allestimento, ci è piaciuto la vena drammatica di un bravo, molto bravo, Tullio Solenghi, e il dramma interiore cui è arrivato; efficiente anche lo spavaldo e irriverente Amadeus di Aldo Ottobrino, una menzione merita Venticello, servitore di Salieri, ben caratterizzato da Elisabetta Mazzullo, che con le sue facce stupite, con il fiore in bocca, e con la sua la strana camminata ci porta al circo ricordandoci un clown; bene anche Arianna Comes nella parte di Costanza Weber moglie di Mozart.
Come si dice, buona la prima, il cartellone è invitante e noi siamo fiduciosi. Non sono mancati i soliti calorosi applausi.

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