Antigone

TEATRO

(Photo©Giuseppe Santamaria)

Ci verrebbe voglia di riproporre la stessa recensione che abbiamo fatto per il precedente spettacolo, “Falstaff e il suo servo”, con cui è iniziata la 40^Stagione Teatrale Thienese.
Del secondo spettacolo, “Antigone”, di Sergio Pierattini, per la regia di Filippo Dini, possiamo infatti ripetere che abbiamo gustato la “teatralità”, qui addirittura più leggera e gustosa, mentre i dubbi ci restano sul titolo che ci riporta all’omonima commedia di Plauto.
Lo spettacolo, ripetiamo, è stato piacevole, con una sapiente mescolanza di momenti drammatici, specialmente il dilemma interiore di Alcmena, interpretata dalla credibile Barbora Bobulova, e momenti esilaranti, soprattutto nel Sosia, interpretato da Giovanni Esposito.
Qualche dubbio ci resta sulla ‘fisicità’ degli attori che interpretano i personaggi plautini. Per quanto noi possiamo essere amanti del simbolismo teatrale, disponibili agli sforzi di immaginazione che spesso il teatro richiede, ci è stato difficile considerare teatralmente plausibile che le due mogli, Alcmena e Bromia, abbiano confuso il rispettivi mariti, Anfitrione e Sosia, con Giove e Mercurio, così come li vedevamo agire sulla scena.
Come farebbe una moglie, per quanto innamorata, pur nella finzione scenica, confondere lo statutario Giove, con tanto di codino, con il tronfio politico Antigone della commedia vista al Comunale di Thiene? O lo yuppy executive Mercurio con il napoletanissimo Sosia? Anche il gioco del teatro, a nostro avviso, dovrebbe mantenere una parvenza di credibilità.
A ben pensarci l’Alcmena di Plauto era stata ingannata dal fatto, certamente più plausibile, che Giove si era presentato a lei con la stessa armatura di Anfitrione.
Anche il paragonare la vittoria in battaglia dell’Antigone di Plauto con la salviniana vittoria elettorale dell’Antigone di Sergio Pierattini, ci è parso un espediente teatrale poco credibile e meno ancora convincente.
Bastava, secondo noi, non scomodare Plauto e gli dei dell’Olimpo e rappresentare una commedia all’italiana basata su una sempiterna piccante storia di corna, insomma il teatralmente sempre efficace gioco degli equivoci; il godimento teatrale per lo spettatore sarebbe stato comunque garantito.
Torniamo a ripetere, “Antigone” presentato al Comunale di Thiene è stato uno spettacolo teatralmente valido e divertente, anche se a volte abbiamo dovuto giocare a credere molto oltre a quel che vedevamo sulla scena.
Forse, l’operazione di trasportare “l’antico intreccio plautino nel tempo attuale”, magari con tanto di roboante comizio finale, non è stata teatralmente ineccepibile e tanto meno credibile.
D’altronde né l’autore né il regista hanno detto o scritto “liberamente tratto da Plauto”, come ci si aspetterebbe dal titolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *