Bello, elegante e con la fede al dito

SCAFFALE

VitaliStavolta il titolo spiega quasi tutto, salvo la fede al dito che in realtà non avrebbe motivo di esserci.
Stiamo parlando del recente romanzo di Andrea Vitali, uno scrittore che per noi resta imperdibile, intitolato appunto “Bello, elegante e con la fede al dito”, edito dalla editrice Garzanti nell’agosto 2017.
La vicenda, stavolta stranamente ambientata negli anni ’60, prima della rivoluzione sessuale del ’68, è una tipica storia piccante di provincia di amori furtivi e di presunte corna.
Il bello in questione (quasi da fotoromanzo) questa volta è un oculista che opera a Milano e che accetta di sostituire un collega all’ospedale di Bellano (patria di Andrea Vitali).
Affascinato dal luogo, decide di comperare un pied-à-terre per godersi la vista lago di Como, evitando in continui viaggi di andata e ritorno da Milano.
Il nostro oculista, Adalberto Casteggi, quarantenne, apparentemente coniugato, tra le sue prime pazienti si ritrova Rosa Pescegalli, che gestisce un negozio di profumeria a Bellano e che, dopo una deludente storia d’amore con un calciatore del Lecco, si abbandona senza troppe difficoltà ad avventure amorose con vari uomini senza che nascano dei legami duraturi.
Inutile dire che tra i due nasce una intensa passione, con ripetuti incontri segreti nell’alcova vista-lago del bel oculista; finché Rosa, complice il suo naso allenato, subdora un tradimento con la stessa paziente dell’oculista che le aveva sottratto il calciatore del Lecco.
Come sempre, qui dobbiamo fermarci, per non togliere al lettore il finale a sorpresa di questa storia, che ha il nostalgico sapore dei fotoromanzi di Grand Hotel.
Anche fuori dell’ambiente anni ’30 con la sua retorica fascista, Andrea Vitali riesce a guardare, o meglio ricostruire, una società piccolo borghese di provincia che si esprimeva attraverso regole o costumi sociali ormai ben collaudati.
Il problema è che mentre l’epoca fascista è lontana da noi, la società intrisa delle convenzioni sociali perbeniste, almeno quelli della nostra età, l’hanno vissuta, rendendoci evidente tutta l’ottusità che allora non ci era dato di vedere.
Resta da dire che o stile narrativo di Andrea Vitali, persa la freschezza delle prime opere, si è venuta, di romanzo in romanzo, attestando ad un buon livello narrativo, anche se le trame (l’abbiamo già fatto notare) sono spesso non facile da seguire.
In questo “Bello, elegante e con la fede al dito” Vitali recupera una certa sveltezza narrativa, mentre resta la sua caratteristica della capitolazione breve, e di un gusto del narrare che ci costringe a leggerlo man mano che pubblica le sue storie.

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