Berlusconi contro l’Italia

EDITOR

140_BVitaly“Berlusconi contro l’Italia” è il titolo del ricorso presentato dai legali di Silvio Berlusconi alla Corte Europea di Strasburgo contro la sentenza che in Italia lo ha condannato a 4 anni per frode fiscale, con sospensione dai pubblici uffici ancora da determinare e con l’automatica decadenza da senatore.
Cosa abbiano fatto e stiano ancora facendo lui e i suoi “berluscones”, Santanchè in testa, contro questa sentenza è l’indecente scandalo tutto italiano di questa avvilente estate politica.
Ma quel che qui più ci interessa rilevare è che “Berlusconi contro l’Italia” è l’estrema e più efficace sintesi dell’azione politica del ventennale berlusconismo, per di più inventata proprio da quel Ghedini che fa il suo mestiere di avvocato negando sistematicamente l’evidenza dei fatti e misfatti di colui che ha lo stomaco di difendere.
“Berlusconi contro l’Italia” , intendiamoci bene, non è solo un fatto di tecnica giudiziaria, è la realtà di quell’azione politica che il decaduto cavaliere ha portato avanti con la forza massiccia del suo apparato di disinformazione.
“Berlusconi contro l’Italia” sin dai tempi in cui, in nome del neo-liberismo ha condotto l’operazione di introduzione dell’euro senza alcuna forma di controllo dei prezzi, col risultato che commercianti e artigiani lo hanno equiparato a mille lire, e con quindi un automatico dimezzamento del potere d’acquisto dei lavoratori a reddito fisso, salvo poi piangere sul latte versato per la caduta dei consumi e la conseguente crisi produttiva ed economica.
“Berlusconi contro l’Italia” soprattutto per quel processo di deregulation morale che ha indotto e impersonato in questi anni, in cui i disvalori di uno stile di vita all’insegna del “bunga bunga”, che hanno schifato la stessa moglie, rischiano di diventare valori e modelli di comportamento, come per l’harem delle olgettine.
Una deregulation morale che ha intaccato persino le istituzioni democratiche, con un premier che si permette di prendere in giro la Questura di Milano, mandando la Minetti a far liberare Ruby perché “nipote di Mubarak”; e con il Parlamento che approva perché (parole di Maroni) lui dice così.
“Berlusconi contro l’Italia” per la sua azione politica intesa a varare leggi e provvedimenti “ad personam”, naturalmente a suo personale favore, tanto che oggi in Italia la falsificazione del bilancio di un’azienda è stato depenalizzato, mentre si amministrava il bilancio pubblico all’insegna della finanza creativa del ministro Tremonti che ha portato l’Italia sull’orlo del fallimento finanziario.
Nel 2011, con lo spread ormai fuori controllo, è dovuto intervenire di forza di Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per farlo dimettere da premier per irresponsabilità e manifesta incapacità di rendersi conto della situazione.
Per questo il suo recente messaggio televisivo, con quel compunto “amo l’Italia” e il disperato grido “Forza Italia” è risultato oscenamente patetico, semplicemente perché nella realtà dei fatti “Berlusconi è contro l’Italia”.

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