Biglietto, signorina

SCAFFALE

242_BigliettoSignorinaAndrea Vitali, di cui non abbiamo mai da anni nascosto la nostra grande ammirazione per i suoi racconti che ci procurano un intenso “piacere di leggere”, torna con un nuovo thriller alla sua maniera; si tratta di “Biglietto, signorina” edito ancora una volta da Garzanti nell’ottobre 2014.
La vicenda non è facile da seguire e quindi da riassumere; sembra poggiare almeno su tre personaggi.
Un eterno vice-sindaco, che non riesce a diventare sindaco, nell’intenso gioco politico della Dc dell’immediato dopoguerra, perché osteggiato dai suoi stessi concittadini, compresi i compagni di partito, e comunque tenuto sempre sotto l’occhio severo della integerrima moglie. Un negoziante onesto ma con a carico sia di una moglie paralizzata che un figlio studente, e che preso dalla disperazione e dai debiti finirà suicida.
Ed infine lei, Marta Bisovich, la signorina che, essendo senza biglietto, viene costretta a scendere alla stazione di Bellano, dove il capostazione la scarica ai carabinieri e i carabinieri al Comune.
Marta è una bella ragazza bruna, proveniente dalla Yugoslavia e con un passato non facile che emergerà dal racconto.
È arrivata a Bellano e qui tenta di cominciare una nuova vita; imparerà l’italiano come una brava scolaretta dalla moglie del vice-sindaco, che nel frangente ritrova la sua severità di maestra, mentre verrà assunta come commessa nel negozio, di cui tenta di impadronirsi.
Approfondire oltre significherebbe togliere la suspence ad un racconto che è come una treccia dove i singoli filoni narrativi si attorcigliano agli altri, diventando un tutt’uno composito e non sempre facile da seguire.
Lo stile di Andrea Vitali è quello dell’attuale fase della sua evoluzione narrativa: sempre semplice, discorsivo, efficace, con osservazioni ed annotazioni basate più su una comprensione umana che su un freddo studio psicologico.
Anche la capitolazione continua ad essere caratteristica dei racconti di Vitali, con capitoli, spesso sarebbe meglio dire paragrafi, che si susseguono, collegandosi l’uno al successivo da uno spunto linguistico o narrativo, che è ormai la cifra che caratterizza lo scrittore-medico di Bellano.
Insomma un altro bel racconto, con quella dose di mistero che si svela lentamente col procedere della narrazione, suscitando la curiosità del lettore, senza creargli patemi interpretativi.

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