Bisogna saper perdere

ATTUALITÀ

Renzi“Bisogna saper perdere, non sempre si può vincere…” diceva una canzone anni ’60 che dedichiamo non tanto a Matteo Renzi il quale, visti i risultati del Referendum sulla Riforma Costituzionale, ha avuto la dignità di dimettersi, quanto più agli arrabbiati del Sì che stanno ancora scompostamente manifestando la loro delusione.
La loro prima reazione è stata che gli Italiani non avevano capito a fondo i contenuti della riforma che si proponeva loro di votare; qualcuno con un autodafè ammirabile, ammette che non sono stati chiari nel proporre i cambiamenti che volevano introdurre, quasi che al premier non siano bastati sei mesi di paralisi politica per il tour elettorale; questo mentre i duri e puri si rivolgono più ai limiti di comprendonio del popolo bue, sobillato dagli oppositori di Renzi, per cui più che contro la Riforma si sarebbe votato contro Renzi.
Non sono pochi poi gli arrabbiati del Sì che, se da una parte accettano malvolentieri il fatto che la Cgil ha dato indicazioni per il No, hanno parole di fuoco per l’Anpi, l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, la quale si è categoricamente espressa per il No, facendone una battaglia di opinione, quasi un fatto resistenziale.
Come si vede, quello che non viene nemmeno preso in considerazione è il fatto che delle teste pensanti, esaminata la proposta di cambiamento, abbiano potuto trovarla in qualche modo pericolosa per la democrazia e quindi, assumendosi il rischio dei gravi danni che una bocciatura avrebbe comportato, hanno votato secondo coscienza per il No.
Danni che poi nella realtà dei fatti sono stati così gravi che, andatosene Renzi, caduto il governo se ne è fatto un altro, un po’ fotocopia, ma che comunque si è presentato con una dignità e senza la fastidiosa supponenza di Renzi all’approvazione parlamentare. Probabilmente Gentiloni è più che consapevole dei limite del suo governo, che durerà finchè Renzi lo lascerà vivere.
Ora naturalmente il mantra continuamente ripetuto dagli arrabbiati del Sì di fronte ai problemi di sempre, che si si sono puntualmente ripresentati, è che la colpa è di chi ha votato No, come se in tre anni il premier Renzi non avesse avuto il tempo di risolverli.
Poverini, non si accorgono che, al di là della Riforma Costituzionale respinta, il vero risultato del Referendum è l’aver finalmente rivelato che “l’imperatore è nudo”.

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