Buon Natale!

EDITOR

Con una incisione di Milvia Bortoluzzi vogliamo augurare Buon Natale ai nostri visitatori; potrà sembrare strano che noi lo si faccia con alcuni spunti tratti dalla conferenza stampa del premier dimissionario Mario Monti questa mattina.
Anzitutto Monti si è augurato, e facciamo anche nostro tale augurio, che non venga dissipato quanto, con tanti sacrifici, è stato costruito in questo anno di governo tecnico.
Monti ha ricordato che lo spread è stato dimezzato, mentre anche per l’azione politica dell’Italia in Europa, la Bce ha costituito uno scudo anti-spread contro future emergenze speculative.
Parlando di Berlusconi, il premier ha affermato di non trovare una linearità nelle sue proposte politiche, con atteggiamenti non comprensibili. Magari, aggiungiamo noi, come quando afferma che questa è “una legislatura sprecata per colpa del premier Monti”, come che il vero danno non fosse stato fatto nei 4 anni precedenti. Siamo ad una percezione assolutamente e volutamente distorta della realtà.
Tornando alla conferenza stampa, Monti ha avvertito che “togliere l’Imu in Italia significa doverla reintrodurre raddoppiata l’anno prossimo.”
Quello che più ci ha interessato è quella che il premier dimissionario ha definito l’Agenda Monti che, in mancanza di una sua candidatura diretta, è la sua indicazione per il futuro.
Una Agenda Monti che pensa a leggi ad nationem, e non a leggi ad personam, cioè per i propri interessi personali, rimettendo in discussione l’impunità per il falso in bilancio, le intercettazioni, il voto di scambio e soprattutto il conflitto di interesse.
Sui costi della politica Monti ha detto che la proposta di contenimento nell’ambito della spending review è stata fortemente ostacolata dalle stesse forze che sostene-vano il governo, come nel caso delle Province.
Al futuro premier Monti ha ricordato che secondo De Gasperi “il politico guarda alle elezioni, l’uomo di stato guarda alle prossime generazioni di cittadini.”
Così come nel campo del lavoro, secondo Monti bisogna disancorarsi da un nobile passato, per accettare una situazione che nel tempo è fortemente cambiata.
Monti è entrato anche nel discorso della scarsa equità dei provvedimenti del suo governo, dicendo di essersi trovato contemporaneamente di fronte a ben tre emergenze: l’emergenza finanziaria, che ha cercato di risolvere con i provvedimenti necessari, mentre restano aperte l’emergenza del rinnovamento istituzionale e l’emergenza della crescita economica. La sua proposta è che bisogna superare le disuguaglianze senza intaccare la crescita, e soprattutto dando più spazio e credibilità ai giovani ed al mondo femminile.
Ha concluso parlando di un sistema politico basato su una non più sostenibile linearità destra-sinistra, ma su di un asse che porti il cambiamento necessario verso una dimensione europea.
Di Berlusconi ha ancora detto che all’Italia non serve un leaderismo senza idee o con idee sbagliate, anche perché più che scendere in campo, bisogna salire nell’esercizio del potere per affrontare i problemi con una mentalità nuova.
Al Presidente Napolitano, presentando le sue dimissioni, Mario Monti si è limitato a 3 parole “Missione compiuta, Presidente!”