Capitan Fracassa

ATTUALITÀ

Il premier-dimezzato Matteo Salvini nel suo continuo girare per l’Italia a tenere comizi con un ritmo da campagna elettorale, quasi che come ministro dell’interno non avesse altro da fare, naturalmente oltre a combattere gli immigrati, a sproposito continua a sostenere di rappresentare i 60 milioni di Italiani e non il solo 17% degli elettori che lo hanno votato lo scorso 4 marzo.
È il tipico atteggiamento populista di chi generalizza a tutta la popolazione (pardon popolo) l’ovazione che abituato a ricevere da una platea grande o piccola che sia.
A noi sembra che sia tornata una figura ricorrente nella politica italiana, quella di Capitan Fracassa, variamente impersonato da diversi leader che si sono succeduti negli ultimi decenni.
Per non andar lontano, partiamo da Bettino Craxi, che totalizzò sulla sua persona quello che era un partito storico, il Psi, portandolo dentro il fango di Mani Pulite dove fini in modo ignominioso. Chi aveva allora il coraggio di contraddire Craxi, che aveva una verità per ogni problema, finendo poi come è finito?
Seguì Umberto Bossi con le sue battaglie contro “Roma ladrona” e l’autonomia del Nord; la sua furia iconoclasta, osannata dalle grandi folle padane, è miseramente fallita proprio nel marciume che voleva combattere.
Nel contempo irrompeva sulla scena politica italiana Silvio Berlusconi; per quasi un ventennio ha portato una deregulation morale nella politica italiana, con una gestione dell’euro che ha dimezzato il potere d’acquisto di stipendi e salari, finendo per portare l’Italia sull’orlo del baratro.
Il prossimo Capitan Fracassa è stato Matteo Renzi, il cui consenso elettorale arrivò quasi al 40%, facendogli perdere il senso della realtà, tanto da rendere precari tutti gli operai con il Jobs Act e l’Italia intera con la riforma costituzionale, che lo lasciarono, come si dice, “con le braghe in man”.
Dopo questa sequela di Capitan Fracassa che abbiamo visto passare e naufragare miseramente, siamo tra quelli che non si entusiasmano al decisionismo populista di Matteo Salvini, amico di Orban, molto bravo ad essere forte coi deboli, naturalmente per salvare gli Italiani da chissà quali pericoli.
A questi ricorrenti Capitan Fracassa proprio non crediamo più, di sicuro non ne subiamo il loro fascino e soprattutto, se ne facciano una ragione, non ci rappresentano, lontani come sono dal nostro pensiero politico. Anche per Matteo Salvini resta comunque il problema di quale strascico di danni questi Capitan Fracassa di solito si lasciano dietro.

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