Ci mancherebbe solo l’Amnistia!

ATTUALITÀ

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Crediamo che, come noi, sarebbero molti gli italiani ad insorgere contro il progetto, che per altro ci sembra già tramontato, di concedere una “amnistia ad personam” per Silvio Berlusconi, anche se alcuni ministri vorrebbero presentarla all’interno del progetto svuota carceri, che proprio la destra, compresa la Lega, vanno denunciando con maxi-manifesti sui camion pubblicitari.
Il nostro, lo andiamo dicendo da tempo, è un paese che deve assolutamente recuperare il principio della certezza della pena; amnistiare Berlusconi è andare contro il sacrosanto principio secondo cui, come si legge nei tribunali, “la legge è uguale per tutti”.
La condanna della Cassazione è arrivata dopo dieci anni di processo, articolato nei vari gradi, con avvocati del calibro di Ghedini, Longo e Coppi impegnati più che altro ad allungare i tempi, creando ostacoli per non arrivare in tempo ad una sentenza.
Nessuno, al di fuori dei tromboni dei berluscones, ormai pensa ad una sua innocenza, dichiarata ma non dimostrata; ormai la battaglia procedurale sembra essere spostata sulla pena accessoria che escluderebbe Berlusconi dai pubblici uffici per 4 anni, togliendogli la possibilità di ricandidarsi come parlamentare, a capo della rinata Forza Italia.
Cominciamo allora a ribadire che l’ex-premier è stato condannato definitivamente per “frode fiscale” per aver sottratto qualcosa come 270 milioni di euro al fisco dello Stato di cui era responsabile.
Questo significa che non solo deve essere escluso dall’esercitare la funzione pubblica, ma deve essere dichiarato moralmente indegno e non più in grado di ricoprirla.
A questo punto chiedere eufemisticamente “l’agibilità politica” per Berlusconi, magari attraverso una amnistia ad personam, ci sembra essere quanto di più eversivo la destra berlusconiana sia finora riuscita a pensare, a parte naturalmente la “guerra civile” evocata da Bondi.
“Non si può escludere dalla politica chi, come Berlusconi, ha avuto 10 milioni di voti”; questo è l’ossessivo leit-motive che una massiccia ed ossessiva campagna propagandistica da parte dei media berlusconizzati sta cercando di far passare come giustificazione, non per un richiesto atto di clemenza, ma per travalicare una sentenza definitiva.
Noi abbiamo seri dubbi, da sempre, sul livello di democrazia con cui Berlusconi e i media ottengono i loro voti, manovrando l’opinione pubblica con un mostruoso conflitto di interessi che squilibra il sistema informativo, passando dalla propaganda alla vera e propria pubblicità politica.
Sarà un bel problema per gli elettori di Berlusconi, quelli intendiamo minimamente pensanti, dover prendere atto di aver votato come rappresentante dello Stato uno che quello Stato stava fiscalmente frodando. Il problema è tutto loro, non nostro, dal momento che noi non l’abbiamo votato.
E se poi, con buona pace per il ministro Severino, non concedere l’amnistia a Berlusconi comporta la caduta del Governo Letta, ce ne faremo una ragione perché noi non abbiamo votato neanche quello.

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