Come sono decaduti in basso!

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Berlusconi: seduta al Senato su decadenza, oggi il voto
“Silvio non si giudica, si ama”; crediamo che questo slogan demenziale, gridato in piazza, riassuma meglio di altri il livello di degrado cui è arrivato il berlusconismo, inteso come modo di far politica.
Decine di pullman messi a disposizione per una claque vociante che, intervistata, si chiedeva “Ma cosa ha fatto di male?”, ben contenti comunque del cestino per il viaggio “C’era dentro persino una banana!”
Berlusconi si presenta in piazza per sbraitare che “la democrazia è morta, ma io non me ne vado”; come dire che il fatto stesso che lui, scontata la pena, possa eventualmente tornare in sulla scena politica, è il più chiaro esempio di una vita democratica ancora viva e operante.
Quel che non si è visto fuori in piazza, lo si è visto dentro nell’aula del Senato, a cominciare dal vociante Gasparri che si arrabbia perché Renzo Piano e Carlo Rubbia, erano presenti alla seduta cui erano stati convocati in qualità di senatori a vita.
E che dire delle berlusconine, le vestali del capo, vestite a lutto per la morte della democrazia, magari riciclando i tubini neri che ad Arcore fanno tanto “bunga bunga”; naturalmente, come se fossimo stati al mercato del pesce, la senatrice Mussolini ha fatto la sua personale chiassata, prendendosela con chi, sprofondato in tanta melma, ha finalmente trovato la dignità di alzare la testa e ribellarsi.
Ma, lo diciamo con estrema amarezza e preoccupazione, lo spettacolo più becero lo ha offerto il tg1 della Rai; con una indegna disinformazione di parte, sono arrivati a parlare del “caso umano” di un ex tre volte premier che ha sprofondato l’Italia nella vergogna, oltre che nel baratro economico, citando solo en passant che questo triste figuro, ex premier e senatore, è stato condannato in via definitiva per “frode fiscale”, con interdizione dai pubblici uffici. Uno che è stato condannato in primo grado per violenza minorile. E tacciamo degli altri processi a cui questo “caso umano” è coinvolto, con procedimenti nuovi o vecchi in corso.
Da parte nostra il sentimento prevalente e rinfrancante è la constatazione che, nonostante tutte le traversie e gli ostacoli, pur con i propri limiti e le proprie colpe, è stato ribadito che in Italia “la legge è uguale per tutti”, come sta scritto in tutte le aule di tribunale.
Tutto questo mentre ai berluscones ricordiamo che la decadenza del loro idolo da senatore è scattata automaticamente, dopo la condanna del processo Mediaset, per una legge, la legge Severino, che loro stessi avevano approvato poco più di un anno fa; la sua applicazione, da qualsiasi punto la si voglia guardare, è solo un conseguente “atto di giustizia”, con un Berlusconi che in piazza farneticava “Napolitano deve concedermi la grazia, che io non chiederò mai!”
La democrazia, quella tuttora viva e vegeta, ha i suoi tempi e le sue regole, che vanno rispettati.
Di questo deve prendere atto non solo Berlusconi, ma anche tutto quel “Truman Show” dentro al quale, col suo potere mediatico, costringe a vivere quelli che poi vanno in piazza a dire che “Silvio non si giudica, si ama”.

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