Commemorazione di John Wilkinson ‘Freccia’

CULTURA

276_Freccia
Val Barbarena di Tonezza del Cimone
5 settembre 2015
IN RICORDO DI J.P.WILKINSON “FRECCIA”
1. Sono particolarmente onorato di essere qui in Val Barbarena, dove anche quest’anno, alla presenza di una delegazione di ospiti britannici, davanti a questa lapide ricordiamo la morte del magg. J. P. Wilkinson “Freccia”, ucciso dai nazifa-scisti l’8 marzo 1945.
[Welcome to our British guests; in order to let you understand, I’ll try to translate my words into Italian; it’s an experiment, in which you must excuse my English, which is not my everyday language, while I hope that my English is a little better than your Italian.]
I feel as a great honour to be here in Val Barbarena where also this year, at the presence of a delegation of British guests, in front of this plaque, we remember the death of Major John P. Wilkinson “Freccia”, here killed by the nazi-fascists on the 8th of March 1945.
2. Quando mi è stato chiesto di tenere una breve commemorazione, come spesso mi succede, ho detto sì ancor prima di pensarci. Che cosa infatti potevo io ag-giungere, mi sono poi chiesto, a quanto è stato già detto e scritto su una vicenda di 70 anni fa.
When I was asked to be here for a commemorative speech, as usual I said “yes” and only afterwards I asked myself what could I add to what had already been said and written about this event of 70 years ago.
3. Non è mia intenzione oggi entrare nel merito della discussione in atto tra gli sto-rici italiani, che si sono soprattutto concentrati sulla morte di Freccia, forse per evitare di approfondire il compito che gli era stato assegnato di svolgere con la Missione Ruina.
Surely I don’t want today enter a question still debated among the Italian historians, who put their attention above all on Freccia’s death, perhaps to avoid to take into consideration Wilkinson’s effort to achieve the target of his Mission Ruina.
4. Da qualche anno, proprio per evitare queste discussioni, personalmente ho cominciato a guardare alla Resistenza italiana da un punto di vista esterno, cioè dal punto di vista delle Forze Alleate, che allora si chiamavano le Nazioni Unite.
It is some years that, in order to avoid these disputes, I began to look at the Italian Resi-stence from an external point of view, that is from the point of view of the Allied Forces, then called the United Nations.
5. In questo senso diventa importante quanto è stato scritto da “Colombo”, Christo-pher Woods, che non solo faceva parte della Missione Ruina/Fluvius, ma che con Dardo (Orr_Ewing), all’indomani dei fatti, stese una relazione finale sulla vicenda vissuta.
From this particular point of view, it is important what was written by “Colombo”, cap. Christopher Woods, who not only had an important role in the Ruina/Fluvius Mission, but who, together with Dardo (cap. Orr-Ewing), at the end of the war prepared a final report about these events.
6. Più recentemente Woods dettò al figlio Caspian, che si riferisce a lui in terza per-sona con colloquiale “Pa” (papa), una memoria sulle sue vicende di Guerra dal ti-tolo “Petrol and Sawdust” (lett. benzina e segatura) e che ha come sottotitolo “Le avventure in tempo di guerra del Cap. Christopher ‘Colombo’ Woods, MC”.
More recently C. Woods dictated his son Caspian, who refers to him as ‘Pa’ (daddy), a memory of his War experiences with the title of “Petrol and Sawdust”, defined as the “The wartime adventures of capt. Christopher ‘Colombo’ Woods, MC.”
7. Da questa documentazione si deriva che la presenza in Italia di Freccia fu di 7 mesi e andò dal 12 agosto ’44, quando la Missione Ruina fu paracadutata sul monte Paù, all’8 marzo 45, data della sua morte, cioè a poco più di un mese dalla fine della guerra.
From these documents we can consider that the presence of Freccia in Italy lasted 7 mon-ths, from August, 12, when the Ruina Mission was dropped on Mount Paù, till March, 8, the date of his death, that is at about a month from the end of the War.
8. Per quanto riguarda la sua morte, sulla quale sembrano concentrarsi gli storici, ri-porto quanto, con una chiarezza tutta britannica, ha scritto Christopher Woods su “Petrol and Sawdust”:
“8 marzo: Furono raggiunti dalla notizia che il comandante della missione, John Wilkinson, era stato ucciso… Una teoria cospirativa italiana dice che furono i partigiani Comunisti ad ucciderlo. La più recente teoria italiana è che sia stato ucciso … perché troppo vicino ai comunisti. Tuttavia la più probabile spiegazione è quella di un incontro casuale con una pattuglia fascista.
9. As to Wilkinson’s death, I quote what Christopher Woods, with his British pragmatism, wrote in “Petrol and Sawdust”.
8 March: News reached them that their mission commander, John Wilkinson, had been kil-led…One Italian conspiracy theory was that the Communist Partisans had disposed of him. The latest Italian theory is that [he was] killed because he was too close to the Communists. However the most likely explanation is that it was a chance encounter with a fascist patrol.”
10. Sono d’accordo con l’ipotesi di un incontro casuale, alla quale aggiungo una mia osservazione; la pattuglia di fascisti era in realtà composta da nazisti altoatesini, e tra loro c’era un traditore che da partigiano era diventato nazista, il quale riconobbe John Wilkinson, come membro di una Missione Speciale della Soe. Nessuno sembra aver considerato che, secondo il famoso “Commando Order” dato da Hitler in persona il 18 ottobre 1942, i membri dei Commando e delle Operazioni Speciali del nemico, una volta catturati, dovevano essere eliminati immediatamente sul posto.
I agree with Woods about a ‘chance encounter’, but we must consider that the patrol Wil-kinson met, was made of Italian Nazists from AltoAdige, and that among them there was a traitor, an ex partisan who recognized John Wilkinson as a member of a Soe Mission. And according to Hitler’s ‘Commando Order’ dated October 18, 1942, the members of enemy’s Commandos or Special Operations, once in the bag, had to be immediately eliminated on the spot.
11. Resta da considerare il target della Missione per cui John Wilkinson fu mandato in Italia; cito ancora Colombo,: “Un obiettivo centrale della Missione era di creare un comando centrale unificato (Comando Unico) di tutte le diverse formazioni partigiane dell’area Veneta.
I want now to take into consideration the target of the Mission for which Freccia was sent to Italy. For the Allied, I quote Ch. Woods: “One central aim of the Mission was to set up a unified central command (comando unico) of all the different partisan factions in the Ve-neto area.”
12. Comandante del “comando unico”, secondo gli Alleati, avrebbe dovuto essere il col. Cugini, che non accettò l’incarico; e allora tra i capi delle diverse formazioni partigiane, Freccia scelse il comandante che secondo lui era più idoneo e pre-parato da un punto di vista militare, Alberto (Nello Boscagli) comandante della brigata “Garemi”.
Colombo dice con assoluta chiarezza che John Wilkinson era un militare, e che le sue scelte esulavano da considerazioni politiche, di cui invece Colombo era più cosciente.
Commander of the “comando unico”, according the Allied, was to be col. Cugini, who didn’t accept; then John Wilkinson, chose Alberto (Nello Boscagli), commander of the Brigade “Garemi”, who among the others Partisans commanders was considered more fit for the work.
Colombo is quite clear when he observes that John Wilkinson had a strictly military men-tality, while he himmself was more aware of the political aspects of the problem.
13. Mentre Alberto organizzava il Comando Unico che gli era stato affidato, dislocando punti di contatto con le altre formazioni partigiane, la sua scelta non fu accettata perché era ‘comunista’. A parte il fatto che nelle formazioni partigiane della Garemi comunisti erano i comandanti, ma non, almeno non tutti, i partigiani, a me vien da considerare che per vincere la guerra Churchill e Roosvelt si erano alleati con Josep Stalin, cioè con l’Urss allora considerata il “Regno del Male”.
Quindi, sul piano militare, allo sforzo finale della Liberazione le formazioni parti-giane della nostra zona si presentarono divise, senza un coordinamento delle loro azioni.
While commander Alberto was trying to organize the Comando Unico, spreading points of contact around the different Partisan areas, he was not accepted by the other Partisan for-mations on the basis that he was a Communist. Apart from the fact that in Alberto’s “Ga-remi” Division, communist were the commanders but not, at least not all, the Partisans, I want to consider that in order to win the War, Churchill and Roosvelt made an Alliance with Josef Stalin, that is with the Urss then considered ‘the Kingdom of Evil”.
For all this, from a military point of view, the Liberation final effort, was not a coordinated action because the Partisan Formations were divided.
14. Io credo che sia molto importante chiarire le cause di questo mancato coordina-mento, magari considerando gli effetti deleteri provocati dalla divisione e dai piccoli interessi. Per questo a volte mi chiedo se John Wilkinson oltre ad essere una vittima della 2^Guerra Mondiale, non sia già in qualche modo anche una vit-tima della Guerra Fredda che finito il conflitto ha diviso il mondo in due blocchi contrapposti.
My opinion is that our effort ought to be that of realizing the causes of this lack of coordi-nation, also considering the harmful effects produced by the division and our particular in-terests. For all that, sometimes I wonder if John Wilkinson, beyond being a victim of World War 2, is not also somehow a victim of the Cold War that after the conflict divided the world into two blocs.
15. Nel momento in cui onoriamo John Wilkinson, permettetemi di associarlo ai molti giovani delle Missioni Speciali Alleate del Soe, che con grande coraggio e spesso a costo della vita, sono venuti qui da noi a combattere per un’Italia liberata dal nazi-fascismo. Ma, mentre li onoriamo, teniamo anche conto che gran parte delle loro azioni ha avuto successo perché si sono trovati ad operare in mezzo ad una popolazione italiana che li sentiva come liberatori, li proteggeva ed aiutava, così come stava aiutando le migliaia Pow britannici e alleati in fuga dopo l’8 settembre. È quella che Roger Absalom ha chiamato una ‘Strana Alleanza’.
In the moment we honour John Wilkinson, let me associate him to all the other soldiers of the many Allied Special Operation Missions, who with the same courage came to Italy to get us free from Nazi-Fascism. But while we honour them all, let me remember that their actions had been successful also because the Italian people among whom they were drop-ped, considered them as their liberators, and protected and helped them, in the same way that our country people and our partisans helped and protected the thousands of Allied Pows after the 8th of September ’43. It is what Roger Absolom called a ‘Strange Alliance.’
16. E allora possiamo concludere che l’azione svolta da John Wilkinson era basata sull’idea che di fronte ad una sfida, per lui vincere la guerra, per noi oggi si pro-spettano altre sfide (l’Europa come Casa Comune), il modo più efficace di vin-cerla è quello di unire le nostre forze, abbandonando i nostri piccoli particolari interessi in vista del risultato finale.
Possiamo venir qui ogni anno al Gorgo del Beco a ricordare la morte di John Wil-kinson, ma è solo se sentiamo anche come nostra la sua idea di unire forze diverse in vista di un target comune, che della Ruina/Fluvius potremo dire “Missione compiuta!”
Let me conclude that John Wilkinson basic idea is that in front of a challenge, for him to win the War, today we have other challenges (Europe as the Common House), the more effective way to win is that of uniting our efforts, letting apart our particular interests.
We can come here at the Gorgo del Beco every year to remember John Wilkinson, but it’s only if we feel as our duty to try to unite our efforts toward a common achievment, that about the Ruina/Fluvius we could say “Mission Accomplished!”

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