Con nuova e stravagante maniera

ARTE

Importante mostra di Giulio Romano al Palazzo Ducale di Mantova. A parte il fatto che quando si è sul posto non si può fare a meno di visitare, con lo stesso biglietto, la Camera degli Sposi e altri importanti spazi del Palazzo, la mostra, articolata in tre sezioni, propone i disegni monocromatici di Giulio Romano, fatti con la tecnica della saguigna.
Giulio Pippi de’ Jannuzzi Giannuzzi, detto Giulio Romano era nato a Roma nel 1499 e morì a Mantova nel 1546; è stato un architetto e un pittore che fece parte della scuola del manierismo di Raffaello Sanzio, di cui dalla critica è considerato il miglior discepolo.
Fu un artista completo, come era normale per un artista di corte che doveva occuparsi di ogni aspetto legato alla residenza e alla vita di rappresentanza del proprio signore, dovendo anche fornire modelli grafici per arazzi, opere scultoree e oggetti in argento coordinando collaboratori e artigiani.
Da Roma fu chiamato ad operare a Mantova, alla corte dei Gonzaga, dove rimase fino alla morte. Questo è un dato non di poco conto se si pensa a quanti artisti aspiravano ad arrivare alla Roma rinascimentale, mentre per Giulio Romano da Roma ebbe più importanza il fatto di poter operare nella sfarzesca corte dei Gonzaga a Mantova.
Il particolare fascino della mostra di Mantova, che chiuderà il 6 gennaio 2020, è dato non solo dalle sue opere ma anche e soprattutto dalla loro collocazione all’interno del grandioso Palazzo Ducale, dove ogni stanza, anche quelle non toccate dalla mostra presenta affreschi di grande valore artistico.
È questo rapporto tra il disegno, già di per sé di grande valore, e l’ambiente in cui è stato collocato, a dare valore e risalto alle sue opere.
Basti pensare alla stanza dedicata alla Guerra di Troia dove nella bacheca centrale si può vedere il disegno del soffitto che, alzando gli occhi, si può ammirare affrescato sopra la testa.
La mostra nasce dalla collaborazione con il Musée du Louvre di Parigi che ha concesso in prestito un nucleo di settantadue disegni, che ripercorrono, in maniera organica e completa, la carriera professionale di Giulio Romano, dagli esordi a Roma, alla lunga e intensa attività a Mantova, evidenziando la molteplicità dei suoi interessi mettendone in luce le peculiarità e l’aspetto fortemente innovativo, cioè la sua “nuova e stravagante maniera”.
Il suo genio poliedrico, infatti, si espresse in forme artistiche e discipline estremamente varie, dall’architettura alla pittura, dagli arazzi all’oreficeria, trovando un comune denominatore nella pratica del disegno, nella quale Giulio eccelse fin dagli anni di formazione nella bottega di Raffaello.
Accanto alle opere del Louvre la mostra proporrà un’ulteriore e ricca selezione di disegni, provenienti dalle più importanti collezioni museali italiane e straniere (tra cui l’Albertina di Vienna, il Victoria & Albert Museum di Londra, la Royal Collection a Windsor Castle), oltre a dipinti, stampe e maioliche.

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