Conte bis

ATTUALITÀ

Per un colpo di sole estivo di Matteo Salvini, abbiamo un nuovo governo M5s-Partito Democratico; queste in sintesi le vicende politiche di un’estate che sta per finire.
Forse contando su un’Italia sorniona che in agosto pensa a tutto fuorché alla politica governativa, Matteo Salvini ha tentato di capitalizzare il consenso che pensa di avere dopo il risultato delle elezioni europee, e ha sfiduciato il suo premier Conte.
Il quale non ha trovato di meglio che sfiduciare lui in Parlamento, dando le dimissioni e aprendo una estiva crisi di governo.
E mentre Matteo Salvini, con Silvio Berlusconi e Georgia Meloni gridavano ossessivamente “Elezioni, elezioni!”, hanno dovuto fare i conti con il Presidente della Repubblica Mattarella, che la Costituzione su cui ha giurato, a differenza degli altri, l’ha almeno letta; trovando che fra i suoi compiti istituzionali c’era anche quello di verificare, prima di chiudere la legislatura e andare a nuove elezioni, se in Parlamento ci fosse una possibile maggioranza alternativa.
E così, mentre Salvini con il centro-destra continua ossessivamente a fare riferimento alle percentuali elettorali delle elezioni europee, il presidente Mastella ha realisticamente dovuto fare i conti con i dati delle elezioni politiche del 2018, dove, oltre al 32% del M5s, il Pd aveva addirittura più consensi della Lega.
Se Salvini avesse letto Thienet quando noi si insisteva sul fatto che le elezioni europee non erano elezioni politiche, forse avrebbe evitato quel can can interessato che sta ridicolmente facendo, in spregio ad ogni considerazione della Costituzione e del sistema democratico, con l’idea che questo governo M5s-Pd non risponderebbe alle scelte che gli italiani avevano fatto giusto un anno prima.
E veniamo a questo nuovo governo che, diciamo subito, non ci entusiasma per nulla; tutto quello che fino a poco più di un mese fa esprimevamo come dissenso politico verso il M5s, si pensi all’operato dell’ex-ministro Toninelli, non può sparire semplicemente per il fatto che oggi il Pdi al governo ha sostituito la Lega di Salvini.
È il M5s, questo deve essere ben chiaro, che non ha la nostra fiducia, che ha organizzato (vedi la piattaforma Rousseau) il qualunquismo soprattutto giovanile attorno ad un consenso che non ha basi né politiche né ideali. Un Di Maio che, al tavolo delle trattative con il Pd, in successione pretendeva Conte premier, lui vice-premier e ministro dell’interno, è ad essere benevoli, uno che ha perso la testa e non ha il senso della misura; senza contare che la carica prestigiosa di ministro degli esteri, che oggi ricopre, uno dovrebbe meritarsela per il prestigio internazionale di cui gode, e non perché fa le bizze e punta i piedi.
L’unico merito che riconosciamo preventivamente a questo governo M5s-Pd è quello di essere nato per dare un mastodontico sberlone al nostro sovranista nazionale, Matteo Salvini, con cui oggi possiamo finalmente concordare “Prima gli Italiani” e poi lui.

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