Costituzione… ci risiamo!

ATTUALITÀ

E rieccoci! Puntualmente, non era difficile prevederlo, di fronte al compito concreto di governare l’Italia, si riparla della necessità di cambiare le regole democratiche stabilite dalla Costituzione italiana.
In un suo show in piazza, il comico Beppe Grillo ha fatto letteralmente ridere il pubblico dicendo che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha troppi poteri e che sarebbe quindi necessario ridimensionarlo. Come dire… un’altra proposta di riforma costituzionale.

L’avevamo già rilevato a proposito di Matteo Renzi, quando in Italia un premier si inebria di potere oltre il limite, puntualmente trova che la Costituzione Repubblicana gli vada stretta e che quindi, come un abito, vada adattata alle sue personali esigenze. Una Costituzione stretta che a suo tempo aveva fatto soffrire Bettino Craxi, seguito poi da Silvio Berlusconi, per finire al referendum costituzionale che ha trombato Matteo Renzi.
Lo schema per ottenere il consenso è semplice: prima i maitre-a-penser lanciano dei ballon d’essai, giusto per abituarsi all’idea, che andrà poi suffragata dalle opportune contingenze politiche, per arrivare infine a formulare una proposta parlamentare, presentandola come indispensabile ai fini del buon governo.
Per fortuna che la nostra Costituzione ha al suo interno i mezzi per difendersi da modifiche occasionali, spesso estemporanee, prevedendo per ogni cambiamento un iter con cui, a livello parlamentare o attraverso una consultazione popolare, richiede una forte maggioranza, tale da assicurare un vasto consenso popolare.
Ora, sui poteri che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica, ci sarebbe da discutere a lungo, se non per altro per vedere se siano poteri reali o magari solo rappresentativi, comunque condizionati da un voto parlamentare che, con buona pace di Beppe Grillo, è il luogo deputato per prendere le decisioni democraticamente.
Quello che invece la Costituzione assegna al premier, bisogna ribadirlo con forza, è il potere esecutivo, cioè il potere di applicare e far eseguire le leggi votate dal Parlamento.
Il fatto che per una aberrazione del sistema ormai invalsa, si tenda di governare per decreti, da convertire comunque poi in legge, è una condizione eccezionale prevista dalla Costituzione per provvedimenti in casi di emergenza; il fatto che gli ultimi governi la decretazione d’urgenza sia stata considerata la normale prassi operativa, senza evidenti motivi di eccezionalità, è di fatto una distorsione del sistema democratico previsto dalla carta costituzionale.
Beppe Grillo, se fosse serio, dovrebbe sapere che il vero potere del Presidente della Repubblica sta nella coerenza ed integrità morale con cui vigila sulla applicazione della Costituzione, su cui ha giurato; questo è ciò che veramente qualifica chi è chiamato a ricoprire quella carica.
Permetteteci infine di osservare che se le idee di Beppe Grillo prendessero piede, potremmo dire che in Italia avremmo una Costituzione fatta dal comico del vaffa, e allora sì ci sarebbe da ridere … altro che Padri della Patria!

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