Da Raffaello verso Picasso

ARTE

Sono molti i motivi di contorno, prima ancora di entrare nel merito, che secondo noi rendono importante la Mostra aperta lo scorso 9 ottobre a Vicenza e che resterà aperta fino al 20 gennaio 2013..
Anzitutto il fatto che la grande arte, con mostre importanti, dopo Treviso, Padova e Brescia, arriva anche a Vicenza, che ha messo a disposizione di Marco Galdin qualcosa come la restaurata Basilica Palladiana.
In realtà della Basilica del Palladio si può ammirare solo l’esterno, in quanto alla Mostra si accede per un padiglione aggiunto, di struttura moderna, dove si svolgono tutti i servizi collaterali alle visiteUn altro motivo di soddisfazione è che Marco Galdin, dopo averci ubriacato di Impressionisti alla Casa dei Carraresi a Treviso, ora sembra impostare la mostra su un tema specifico, lo sguardo, così come lo si riscontra in pittura “da Raffaello verso Picasso”.
Superata una prima fase di rodaggio organizzativo, noi abbiamo visitato la Mostra al suo primo giorno di apertura dopo l’inaugurazione, crediamo che le visite saranno più scorrevoli; alle ragazze che fanno da guida ai gruppi di visitatori consigliamo di non fare loro continuamente pesare il fatto che la visita deve concludersi entro un’ora, perché poi c’è un altro gruppo.
Chi arriva a Vicenza a visitare la Mostra vuole giustamente gustarsi le opere esposte, senza dover corre al seguito di una guida che ha fretta.
Ed ora entriamo nella Mostra dove, con i giusti spazi e le giuste luci, sono esposte circa cento opere, suddivise in 4 sezioni.
La prima sezione si intitola “Il sentimento religioso, la grazia e l’estasi” con opere che vanno da Raffaello, Mantegna, Bellini; forse l’opera maggiore di questa sezione è la magnifica “Madonna con il Bambino” del Beato Angelico, con l’intensità dello sguardo che accomuna la Madre e il Bambino.
La seconda sezione si intitola “La nobiltà del ritratto” e presenta alcuni ritratti di nobili, tra cui quello di Filippo IV di Spagna ad opera del Velasquez e quello dell’Arciduca Ferdinando, opera di Rubens.
La terza sezione riguarda “Il ritratto nel quotidiano” con opere che ritraggono la gente comune nella loro quotidianità, e che vanno dal “Ritratto di giovane” di Raffaello e arriva all’Impressionismo della “Danza a Bougival” di Renoir, scelto come logo della Mostra stessa.
L’ultima sezione riguarda “Il ‘900, lo sguardo inquieto” e presenta alcuni notevoli autoritratti, Cezanne, Gauguin e Van Gogh, arrivando fino a Modigliani e a Picasso. Oltre Picasso la mostra continua con una serie di opere tipiche di quella che è stata definita “l’età dell’ansia”, come un ritratto di Giacometti, un corpo umano in liquefazione di Francis Bacon e il ritratto di Cristina Holson di Wyeth con cui siamo in pieno ‘900.