Dentro

SCAFFALE

Non lascia certo indifferenti la lettura di “Dentro”, l’opera di Sandro Bonvissuto, edito dalla Einaudi nel 2012.
Forse, in questo caso, conviene partire da quel poco che si sa dell’autore, la cui biografia recita “Sandro Bonvissuto ha quarantadue anni, fa il cameriere in un’osteria romana ed è laureato in filosofia.” Come si vede, uno dei tanti giovani dei nostri tempi che, pur con altisonanti titoli di studio, per vivere devono adattarsi a qualsiasi tipo di lavoro riescono a trovare.
La sua opera “Dentro” potremmo dire è composta da tre storie, tra loro non collegate.
La prima è il racconto di un ragazzo che, non si sa per quale motivo, arriva in prigione e viene sistemato in una cella con un immigrato negro e un anziano mafioso, con cui dovrà imparare a convivere, fino a diventare amici.
“Cos’è il carcere? La forma architettonica del male” perché il carcere è essenzialmente un muro, cioè “il più spaventoso strumento di violenza esistente.”
Nel secondo racconto, due giovani studenti si trovano casualmente ad essere compagni di banco nella scuola da loro frequentata. E dopo i primi screzi sentono che quelli che erano un “io” e un “tu” a poco a poco sono diventati un “noi” fatto di amicizia, solidarietà. E i due vivono intensamente la loro avventura spirituale, lontano da ogni tipo di considerazione non solo per il rendimento scolastico, ma anche per i risvolti esterni e sociali di questa loro intensa amicizia.
Il terzo racconto ci riporta all’infanzia di un bambino che non viene accettato dai compagni perché non sa andare in bicicletta, partecipando alle loro scorribande.
Sta per chiudersi in se stesso, avvilito e umiliato, finché incontra una bambina che gli suggeriscae “impara anche tu”. Dai compagni viene a sapere che ad andare in bicicletta a loro ha insegnato il padre.
Suo padre, che stava giocando a carte in osteria, di fronte a questa strana richiesta, pianta in asso gli amici e lo mette su una bicicletta, dandogli una spinta iniziale. La morale sarebbe che certa cose nella vita nessuno te le può insegnare, ma sei tu che devi imparare a farle, magari con una spinta iniziale.
Come si vede si tratta di storie minime, ma che diventano letteratura, buona letteratura secondo noi, per il modo in cui vengono raccontate.
Quello che sorprende è come Sandro Bonvissuto riesca a trovare spunti per osservazioni e considerazioni molto profonde in fatti apparentemente banali.