Don Chisciotte

TEATRO

“El Ingenioso Hidalgo don Quijte de la Mancha” è il titolo originale del romanzo scritto dallo spagnolo Miguel de Cervantes Saavedra e pubblicato in due volumi: il primo nel 1605,il secondo nel 1615, ma che noi tutti conosciamo semplicemente come ‘Don Chisciotte della Mancia’, un capolavoro della letteratura mondiale rappresentato nell’adattamento teatrale di Francesco Nicolini all’interno della 39^ Stagione Teatrale al Comunale di Thiene.

La trama racconta che in un borgo della Mancia, regione della Spagna, viveva un esponente della piccola nobiltà, un certo Alonso Quijano, un gran sognatore con lo spirito folle uscito di senno per i troppi romanzi cavallereschi letti, tanto da non saper più distinguere la realtà dalla fantasia sconfinando nel surreale; il nostro eroe si sceglie anche il nome di battaglia, Don Chisciotte, promuove a destriero il suo misero cavallo dandogli il nome di Ronzinante, nomina suo scudiero un rozzo contadino astuto e furbo ma con i piedi ben piantati per terra un tale Sancho Panza.
Don Chisciotte parte con lui animato da un senso di nobiltà e moralità, vuole combattere ingiustizie, torti e soprusi ma come vuole la migliore tradizione cavalleresca, sente la necessità di dedicare ad una dama le sue imprese: lo farà scegliendo Aldonza Lorenzo una contadina sua vicina che lui trasformerà in una nobile dama attribuendole il pomposo nome di Dulcinea del Toboso.
Come si può capire le innumerevoli avventure dei due avranno un esito disastroso, Don Chisciotte lotterà contro a dei mulini a vento ravvisando in essi dei giganti, scambiando per realtà ciò che è semplice frutto della sua fantasia, cacciandosi immancabilmente nei guai.
Per noi la coppia Alessio Boni-Don Chisciotte e Serra Yilmaz-Sancho Panza sono stati perfetti.
Serra Yilmaz,l’attrice turca, icona per il regista Ferzan Ozpetek, dà al suo Sancho Panza una semplicità priva di ogni caricaturismo e una comicità venata da leggera malinconia.
Alessio Boni è un Don Chisciotte goffo e maldestro che in un contesto onirico e fiabesco incarna la follia nel senso più nobile della parola. Boni ne ha anche firmato la regia insieme Roberto Aldorasi e Marcello Prayer. Sette sono stati gli attori che hanno interpretato diversi ruoli tutti con una buona interpretazione, le scene sono spoglie ma molto efficaci con dei rozzi teli e pochi attrezzi mossi al bisogno dagli stessi attori; ma una nota a parte merita la magnifica figura di un quasi umano Ronzinante, cavallo meccanico mosso dal bravissimo Nicolò Diana posizionato al suo interno di cui si intravedono in parte le gambe e che ne gestisce gli spostamenti facilitati da rotelle posizionate sugli zoccoli. A fine spettacolo molte le chiamate del pubblico, applausi tanti e scroscianti per tutti.

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