Dopo il Brexit, Donald Trump: è troppo!

ATTUALITÀ

donald-trump21Dopo il Brexit, Donald Trump: è troppo, decisamente troppo! Qui non si tratta più di spiegare seriosamente che il miliardario americano ha toccato il ventre molle dell’America, quella razzista, considerato che gli Usa storicamente sono per loro stessa natura un crogiuolo di razze diverse.
Così come non si tratta di attribuire la sconfitta di Hillary Clnton semplicemente al fatto di essere donna; almeno la metà degli Usa ha una cultura di tipo matriarcale, con il mito della donna come la roccia sicura tra le cui braccia l’uomo appoggia le sue debolezze.
Qui il problema, a nostro avviso, è ben diverso e molto più grave della scelta più o meno gradita di persone più o meno presentabili, e riguarda anche tutto il mondo occidentale; per noi è la democrazia ad essere malata!
La democrazia rappresentativa e delegata, in base alla quale attraverso il voto si esprime un nostro rappresentante è ormai diventata un rito spento, un giocattolo rotto; non funziona più perché non è più né rappresentativa né delegata.
A manipolare e decidere le scelte dei singoli candidati sono gli opinion makers, quelli che con l’uso massiccio del media di massa creano le condizioni, meglio dire i condizionamenti, che portano il singolo ad esprimere convinto la scelta da loro voluta e predeterminata.
È lo stesso fenomeno verificatosi in Italia vent’anni addietro con l’uomo delle televisioni che è ‘sceso in campo’ entrando di forza in politica, per arginare gli inesistenti comunisti.
Così come, ai tempi della DC, tutti dichiaravano di non votarla, poi, almeno dalle nostre parti, si avevano adesioni bulgare; lo stesso per Forza Italia al suo apparire, di cui quasi nessuno aveva il coraggio di dichiararsi elettore, per poi trovarsi Berlusconi premier.
Donald Trump sembrava il solito intemperante candidato di rottura, quello che persino il suo partito aveva rifiutato, per poi trovarsi 45° Presidente degli Usa.
Inutile dire che Hillary Clinton, che fra l’altro ha preso più voti di Trump, non era il candidato giusto, capace di ottenere le simpatie del Capitan Fracassa repubblicano. Non aveva la stessa strapotenza elettorale ed ha perso, per quanto in realtà più che Donald Trump a vincere, è stata Hillary Clinton a perdere, magari con l’aiuto dell’Fbi.
E come dopo il Brexit, il Regno Unito si è svegliato e ha cominciato a cercare di vedere come rimediare ad un errore a cui era stato indotto dalla massiccia propaganda populista (magari con la raccolta di firme per un contro-referendum), tanto che l’Alta Corte di Giustizia è intervenuta per dire che il Brexit è solo un’opinione popolare non suffragata da un voto parlamentare, alla stesso modo oggi negli Usa assistiamo ad una specie di marcia indietro da parte di chi nelle manifestazioni popolari non accetta Donald Trump come suo presidente.
Ed ora, in questo 2016 annus terribilis, in base al principio che non c’è due senza tre, c’è solo da aspettarsi che con la massiccia ed ossessiva, indecente e immorale campagna governativa, con Renzi da sei mesi in campagna elettorale permanente, con la totale occupazione degli spazi mass-mediatici, al referendum costituzionale finisca per vincere il sì.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *