Dove inizia la nebbia

SCAFFALE

197_NebbiaSarà presentato in Biblioteca Civica a Thiene il 23 maggio, nell’ambito dei 3 incontri della serie “Narrazioni a Km Zero” (insieme con “Un posto migliore” di Luca Valente e “il canto di Ester” di Renato Giaretta). Stiamo parlando del romanzo “Dove inizia la nebbia” di Cristina Lanaro, edito nel novembre 2013.
Cristina Lanaro è già alla sua terza esperienza nel genere del romanzo. Nel 2009 aveva pubblicato “Madre utile, certo” sul difficile rapporto, tra depressioni e speranze, che una donna può avere sia con la propria madre che, a ruoli invertiti, con i propri figli.
Del 2011 è invece “Il conte e la strega” ambientato al tempo della Controriforma nella villa palladiana Godi-Valmarana, ora Malinverni, di Lugo Vic.; nella cui pinacoteca si trova il famoso dipinto della Strega di Annigoni, da cui sono attratti due ragazzi d’oggi, Angela e Francesco.
Con “Dove inizia la nebbia” siamo in una zona della pianura padana in cui confinano le province di Verona, Vicenza e Padova.
È proprio qui che in un paesino della tranquilla campagna veneta, Morari, vicino a Montagnana, viene rinvenuto il cadavere di una donna.
Nell’ambito delle indagini, condotte dal maresciallo Altasi, fiero dei suoi baffi, si rende necessario convocare in caserma Barbara, una quarantenne che in quei luoghi non solo è nata ma ha ancora la casa di famiglia, che ora sta cercando di vendere.
Barbara, dopo il fallimento del matrimonio con Gianluca, da cui è nato Andrea, che ora vive col padre e con la nuova convivente Luisa, conduce una frenetica vita stile executive. Un appartamento in città, giusto per avere una base, e poi sempre in giro per il mondo, mettendo a frutto la sua conoscenza delle lingue straniere; quel che si dice un’altra dimensione, rispetto al vivere lento nel profondo della provincia.
Tornando a Morari, Barbara ritrova non solo la sua vecchia casa, ma anche un vecchio compagno di giochi, Michele, diventato ora insegnante, che non riesce a staccarsi dalla sua terra. In ricordo della vecchia amicizia Michele cerca ora di avviare una relazione con Barbara, facendo leva sulla nostalgia per le proprie radici.
Il resto della storia è un thriller che non vogliamo raccontare per non rovinare la suspense; basterà dire che di un thriller ha tutti gli elementi, comprese le pagine di un vecchio diario, le campane fantasma e un vecchio parroco che parla rigorosamente veneto e sale senza problemi sul campanile della sua chiesa.
Non solo, ma il cadavere della donna non rimarrà isolato, perché a questo se ne aggiungeranno altri …
Cristina Lanaro, col suo narrare semplice ed efficace, dimostra di saper dosare tempi e luoghi in cui, come in una trama teatrale, fa entrare ed uscire i suoi personaggi, dimostrando una mano sicura nel condurre una vicenda non facile e non sempre semplice, pur non rinunciando al gioco delle continue sorprese.
Ed è proprio in questo presentare le cose comuni e quotidiane, magari con un po’ di nostalgia, caricandole di elementi che ne fanno un mondo misterioso, al di sotto del quale, in un gioco tra presente e passato, si ritrovano fatti e personaggi di una vita dura, dai rapporti semplici, elementari ma spesso tragici e violenti; insomma il mondo “dove inizia la nebbia” che spesso ristagna sulla nostra campagna.
T.S. Eliot ha detto che per esprimersi su uno scrittore bisogna aspettare la sua terza opera; allora è forse il momento di dire che Cristina Lanaro, come narratrice, ci sembra abbia ormai raggiunto uno suo stile narrativo, solido e sicuro, per quanto perfettibile, con cui sa creare atmosfere piene di fascino e di mistero, ma che fanno parte, a saperle cercare, del nostro mondo e della nostra vita, anche locale.

2 commenti su “Dove inizia la nebbia

  1. Gentilissimo Prof. Offelli,
    La ringrazio per la bella pagina di commento al mio romanzo “Dove inizia la nebbia”. Le Sue incoraggianti parole mi sono particolarmente gradite, poiché apprezzo da tempo la Sua lucida capacità di cogliere i tratti più caratteristici delle opere letterarie da Lei recensite. Spero in futuro di non smentire Eliot…
    Cordialmente,
    Cristina Lanaro.

  2. Gentilissima Cristina,
    sono anch’io un’insegnante, di scuola primaria in provincia di Verona, vivo a Minerbe ma spesso mi ritrovo a passeggiare volentieri a Montagnana.Tempo fa , entrando in tabaccheria ho notato il suo libro e, su insistenza del gestore l’ho acquistato. Sebbene titubante e incerta. Pensavo ” Ecco le solite insegnanti che vogliono cimentarsi in provette scrittrici, magari basandosi sulle loro esperienze scolastiche”. Mi sono ricreduta: all’ inizio lento, prodigo di particolari troppo fuorvianti , via via mi sono appassionata alla storia e l’ho letto con piacere.Mi complimento con Lei e la saluto cordialmente. Carla

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