E adesso…

ATTUALITÀ

110_NapolitanoQuando ci sentiamo frastornati dallo scomposto vociare della politica italiana, di solito ci alziamo idealmente in volo cercando di guardare la situazione da una dimensione europea; certamente non per farsi consolare da Angela Merkel o da qualche altro ministro dal cognome impossibile. Noi siamo infatti convinti che già, a saperla cercare, esista una mentalità europea fatta di serietà, onestà e chiara razionalità politica, cui intendiamo fare riferimento.
Non diciamo certo che qui tutto sia perfetto; solo che se in questa dimensione qualcuno viene in qualche modo scoperto a fare il furbetto, anche solo millantando tesi copiate, per la vergogna si dimette e torna a fare un altro lavoro. Quella che qui troviamo è quindi la serietà, dote in Italia così rara da considerarsi ormai perduta.
Ecco perché da questa situazione di “più spirabil aere” guardiamo divertiti all’Italia del dopo elezioni, dove chi ha vinto ha perso e chi ha perso ha vinto, mentre Grillo con suo 25% pensa di avere la maggioranza e di poter decidere la futura politica italiana. Un risultato importante, il suo, addirittura eclatante, ma che resta giusto la metà di quello che serve per fare una maggioranza.
Di Berlusconi non val più la pena di parlare; dopo che per mesi si è rifiutato di fare una nuova legge elettorale, perché dichiaratamente il porcellum gli andava bene, adesso propone una nuova legge elettorale per tornare a votare. Lui ormai vive nella narcosi di una eterna campagna elettorale che amplifica su 4 reti televisive (le sue, più il Tg1) e un esercito di lacchè, le sue idee che definire strampalate è fare un complimento (Si pensi alla restituzione dell’Imu).
Queste elezioni, e ci dispiace, hanno fortemente ridimensionato Mario Monti; come premier di un governo tecnico l’avevamo sostenuto, per quanto ci costasse caro in termini di sacrifici. In campagna elettorale da un gigante europeo si è trasformato in un politico piccolo, piccolo, un altro nanerottolo, di cui non si sentiva assolutamente il bisogno. Con lui e il suo 10% un centro-sinistra, come da noi auspicato, non è più possibile.
A noi poi fanno ridere i saccenti secondo i quali se al posto di Bersani ci fosse stato Renzi… come se in politica il se valesse qualcosa.
Bersani è venuto fuori da una elezione primaria e si è presentato con un suo programma di cambiamento; ha vinto le elezioni, ma non ha i numeri per fare un governo. Certo non con Berlusconi.
Visto l’atteggiamento strafottente ed offensivo di Grillo, che dalla dimensione europea fa solo squallidamente ridere senza farci divertire, non resta per l’Italia che l’ipotesi di un governo di minoranza che di volta in volta chieda i voti in Senato per far passare le leggi.
Esattamente la situazione politica che ci auguravamo ci venisse risparmiata dalle Elezioni Politiche del 2013. Ha un bel dire il Presidente Napolitano secondo cui, in questo momento occorre che “le forze politiche abbiano misura e responsabilità, per fare l’interesse generale e non di parte.” Si rende conto che sta parlando a Berlusconi e Grillo?
E allora, insieme all’Europa, godiamoci divertiti il teatrino della politica italiana.

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