E’ arrivata mia figlia

CINEMA

FigliaDecisamente un buon film quello recentemente presentato nell’ambito del Cineincontri 2016 al Cinema San Gaetano di Thiene; si tratta di un film brasiliano “È arrivata mia figlia” del 2015, della regista Anna Muylaert, che ha ottenuto buoni consensi al recente Festival di Berlino.
La vicenda è incentrata su Val, da anni cameriera a tempo pieno nella villa di una facoltosa famiglia, e che da oltre dieci anni non vede la figlia Jessica che ha affidato alle cure di una conoscente nel Nord del paese.
La famiglia presso cui Val lavora è composta dal padre, un artistoide spiantato e nullafacente, dalla madre, Donna Barbara, una executive in carriera, e dal figlio immaturo che cerca e trova l’affetto materno nella cameriera Val, essendo la madre impegnata altrimenti.
Un giorno Jessica telefona per avvertire la madre del suo arrivo in città, con l’intenzione di sostenere l’esame di ammissione alla facoltà di architettura.
Col consenso dei padroni, Val ottiene il permesso di ospi-tare Jessica nella villa, dove però si crea quasi subito un imbarazzante problema perché, mentre Val pensa che Jessica debba adattarsi a fare la parte della ‘figlia della serva’, la ragazza si considera ‘ospite’ a tutti gli effetti e come tale si comporta, contravvenendo a tutte le regole del gioco accettato dalle parti.
E così va a dormire nella camera riservata agli ospiti, fa il bagno in piscina, dove per gioco è stata gettata dal figlio.
Si crea una situazione abbastanza complessa, in cui Donna Barbara mal sopporta l’invadenza di Jessica, tanto da far svuotare la piscina dove la ragazza ha nuotato; il padre invece tenta di sviluppare un rapporto morboso che arriva al ridicolo di una proposta di matrimonio con Jessica, mentre la ragazza si dimostra molto più matura del figlio, dedito all’erba, tanto da venire brillantemente ammessa all’università, mentre il ragazzo non supera l’esame di ammissione.
Ad un certo punto, dopo un burrascoso scontro con la madre, con cui ammette di avere un figlio, Jessica va a vivere da sola, mentre il ragazzo viene mandato per sei mesi in Australia ad imparare l’inglese.
A questo punto, dopo un dissacrante bagno in piscina, Val si licenzia e va a vivere con la figlia e col nipote.
Il film è narrato con il tipico ritmo lento della letteratura sudamericana, un ritmo che comunque permette anche l’approfondimento della psicologia dei personaggi, che nella loro diversità sono ben delineati.
Buona la recitazione da parte di tutti, con naturalmente in primo piano Val, interpretata da Regina Casè, mentre sullo sfondo possiamo leggere quella brasiliana come una so-cietà matriarcale, dove sono le donne a scegliere e decidere, di fronte ad uomini più o meno debosciati.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *