È Natale, … Auguri comunque!

EDITOR

Anche quest’anno, come immagine per cercare di cogliere il profondo senso del Natale, ci avvaliamo di una pregevole acquaforte su magnesio, opera di Milvia Bortoluzzi.
Ci è comunque sempre più difficile entrare nel fatuo clima del buonismo natalizio, quando cioè, dimenticando cosa è realmente avvenuto due mila anni fa, c’è una forsennata corsa all’acquisto del regalo, inteso come dimostrazione concreta di bontà d’animo, di amicizia e di riconciliazione.
Al di là del significato religioso, sul cui merito non ci permettiamo di entrare, anche perché crediamo debba appartenere alla sfera del privato personale, la falsa atmosfera che la pubblicità crea attorno a questo evento ci infastidisce ogni anno di più.
Siamo un po’ tutti presi in questi giorni dal problema dei regali, quelli che facciamo per generosità ed affetto sinceri, e quelli che sono in qualche modo richiesti, se non obbligati, dalle relazioni sociali che abbiamo intessuto.
Siamo purtroppo ad una forma di reificazione dei sentimenti; qualunque sia il nostro rapporto, amore, affetto, amicizia, a Natale questo deve prendere la forma concreta, deve sostanziarsi in un oggetto, considerato l’unico modo per esprimerlo efficacemente.
Senza contare tutti quelli che, approfittando del senso di disponibilità, della generosità cui siamo indotti, non esitano a proporci mille forme e canali su cui esercitarla, troppo spesso solo a loro vantaggio.
Se alla televisione guardiamo un tg, restiamo spesso sgomenti dai problemi che ci vengono documentati, dalle tragedie umane che si stanno vivendo nel mondo, dalla assurdità di una politica che è gridata e non pensata.
Mentre la metà degli italiani pensa all’uomo ‘forte’ che lo liberi dal problema di farsi un’opinione personale, per confrontarla democraticamente con quella degli altri, costruendo insieme il nostro futuro, ci si sta sempre più chiudendo nell’egoismo, oggi chiamato sovranismo, che poi si traduce in un “prima io, e poi gli altri”; come dire l’esatto contrario dell’amore e della fraternità che il Bambino sarebbe venuto a portare tra gli uomini “di buona volontà”.
Quello che sempre più ci disturba è proprio questo egoismo interessato, quello che ci fa chiudere non solo i porti, ma anche la porta a chi ha di bisogno, per poi abbandonarci all’artificiale generosità del clima di questo periodo natalizio.
Vorremmo quindi sperare che gli auguri che andiamo a fare ai nostri lettori non siano considerati frutto della occasionalità del momento, ma entrino più nel profondo del loro animo, fino al punto in cui non serve un costoso regalo per dimostrare la nostra generosità, la bontà d’animo, la solidarietà umana che dovremmo avere per chi è meno fortunato di noi.
Buon Natale da Thienet!

1 commento su “È Natale, … Auguri comunque!

  1. Condivido tutto! Mi permetto soltanto di aggiungere brevemente alcune mie considerazioni. Purtroppo del significato vero del Natale oggi rimane veramente poco o niente. Viviamo in un mondo dove l’IO impera . Dove l’egocentrismo e’ radicato in forma quasi morbosa nell’animo dell’individuo. Tutt’altro e’ il vero significato del Natale. Il Natale è farsi prossimo. E’ andare incontro all’altro, al bisognoso, al povero, all’emarginato, al diverso. E’ accogliere anche laicamente il messaggio evangelico. E’aprire non soltanto la porta ma l’animo al fratello per costruire una società più giusta più vera per un mondo di pace e prosperità per tutti. Comunque….auguri

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