Ernesto Bez espone alla Colombara

ARTE

Oggi “La Colombara” di Lupia è frequentata da un ben diverso tipo di colombi; situata in una ex-casa colonica, ristrutturata in modo intelligente e decorata con il giusto gusto, è diventata sede di un elegante ristorante, pur mantenendo l’atmosfera che ci riporta al buon tempo andato, sempre che questo fosse davvero buono.
Nelle varie stanze del ristorante dal 5 settembre e fino al 25 novembre sono esposte una trentina di opere di Ernesto Bez, il pittore di Dueville che a 80 suonati è ancora in piena attività.
Nativo di Longarone, Bez è arrivato nel vicentino lavorando in imprese di costruzioni; era a capo della squadra di muratori che hanno ricostruito il ponte tra Zugliano e Fara dopo l’alluvione del 1966.
Le sue passioni, oltre alle passeggiate quotidiane, sono comunque sempre state la pittura (si è perfezionato alla scuola di Otello De Maria) e la fisarmonica, cui dedica alcune ore ogni giorno.
Ernesto Bez ha un suo stile pittorico acquisito attraverso una pratica costante in tanti anni di attività.
Tecnicamente, come pittore, potremmo dire che Ernesto Bez appartenga alla scuola dell’iper-realismo, anche se al suo interno ha sviluppato uno stile personale.
Rappresenta soprattutto frutta, quella più colorata, come i cachi, i melograni, le arance, le zucche… che sistema su piatti, taglieri, mensole e sgabelli, insomma oggetti umili e quotidiani che fanno pensare ad una tendenza minimalista, ma che forse deriva da più una naturale propensione alla semplicità; oltre a qualche quadro con composizioni floreali, il massimo di sfarzo è infatti dato dagli strumenti musicali, in particolare il violino.
Ma la specialità di Ernesto Bez sono gli sfondi da cui si stagliano gli oggetti che dipinge. La sua teoria, oggetto di una meticolosa ricerca, è che ogni natura morta da lui rappresentata viene pienamente valorizzata dallo sfondo da cui gli oggetti emergono. Ed ecco quindi la ricerca della tonalità giusta, frutto di prove su prove, con continui cambiamenti, finché gli oggetti prendono vita e danno al quadro un equilibrio e una calma serenità; solo allora il quadro è finito.
È un po’ questo il suo insegnamento: anche un semplice caco, uno di quelli che in questa stagione si spiaccicano a terra in quantità perché nessuno li raccoglie, se messo nella giusta luce, cioè valorizzato sullo sfondo adatto, acquista una sua vitalità e una sua bellezza. Come dire che, se ci fermiamo ad osservare le cose semplici in mezzo a cui viviamo, capiremo di più l’intrinseca bellezza del nostro vivere.
Ed ecco allora che girando per il ristorante “La Colombara” un po’ da tutte le pareti, fin su in alto dove una volta regnavano i colombi, spuntano i quadri di Ernesto Bez che si adattano armonicamente al rustico restaurato e ci portano in una dimensione temporale in cui si dava valore alle cose semplici del vivere quotidiano.