Espone Lucia Coghetto

ARTE

Con la nuova amministrazione comunale di Thiene è stato messo in atto, dall’Associazione “Le Mani”, un tentativo di recuperare la Galleria di Arte Moderna di via S. Maria Maddalena di Thiene.
Un’operazione culturale chiamata addirittura “Rinascita”, che ha predisposto un intenso programma di iniziative, tra cui in particolare alcune mostre personali di pittori della zona.
La struttura stessa della Galleria d’Arte Moderna di Thiene impone agli espositori una scelta ristretta a non più di una trentina di opere di media dimensione.
La Rinascita pittorica è stata opportunamente inaugurata da una Mostra di Carla Villani, che col suo mondo trasognato si qualifica come una dei protagonisti della pittura a Thiene
E così, dopo Carla Villani, dal 2 al 17 febbraio è il turno di Lucia Coghetto, in arte Ghetto, con una sua Mostra personale di pittura, cui seguirà, dal 23 febbraio al 10 marzo, la particolare arte astratta di Enzo Montagna.
È da tempo che seguiamo l’evoluzione della pittura di Lucia Coghetto, sempre ammirati e soprattutto interes-sati alle novità che sa proporre e alla sfide che sa affrontare.
Pur con varie sfumature e con uscite in varie direzioni, il tema centrale della sua pittura resta la figura femminile, con una sempre interessante coniugazione di uno studio che potremmo definire classico, a volte scultoreo, del nudo femminile, con l’approfondimento psicologico dei sentimenti che quel corpo racchiude, e che esternamente si traduce in una riservata pensosità, nelle meditazioni assorte di un mondo interiore, dove più che la reticenza sembra di cogliere il vero e proprio misterioso insito nell’interiorità femminile.
Nella Mostra attualmente aperta in Galleria d‘Arte Moderna a Thiene, oltre ad un importante saggio della sua produzione, recentemente concretatasi anche in un pregevole catalogo personale, Lucia presenta la sua ultima produzione pittorica nella quale sembra concentrarsi non più sul corpo ma sul volto femminile.
Il fascino di queste nuove opere deriva, oltre che dalla perfezione delle forme, dall’atteggiamento, più che dal sentimento, che i vari volti possono esprimere; ecco allora a volte una serenità interiore, ecco la fierezza consapevole della propria femminilità, ecco l’ansia cui la vita spesso ci costringe, vissuta ma non ostentata, ecco la geisha dal volto reso fisso dal cerone ma dai cui occhi traspare la vitalità e la consapevolezza.
E mentre in precedenza il corpo si stagliava scultoreo sullo sfondo, in questa ultima fase il volto sembra fondersi nello sfondo stesso, con segni e striature che lo integrano.
Volti quindi che, ognuno alla propria maniera, esprimono un mondo interiore, un mondo che ci affascina ma che non si rivela, lasciandoci sospesi sul mistero del “femminile” di Lucia Coghetto