Everest

CINEMA

1E36EE98A noi ha dato l’impressione di una americanata; stiamo parlando di “Everest” il film recentemente presentato al Cinema Patronato di Thiene, nell’ambito dei CineIncontri 2016.
Introdotto addirittura da chi sull’Everest c’è realmente salito, per dirci che ‘lassù è proprio così’, il film si impone certamente sul piano paesaggistico, per l’imponenza delle immagini del ‘tetto del mondo’.
Poi si viene a sapere che la spedizione è organizzata come forma estrema di turismo, e quindi a scopo di lucro, tanto che alla salita sul monte aspirano alpinisti di una ventina di spedizioni.
Naturalmente ognuno dei partecipanti si porta dietro, o meglio si lascia alle spalle, una vita personale e famigliare, magari con tanto di moglie incinta.
“Perché volete salire sull’Everest?” chiede durante una sosta al campo base il capo-spedizione ai singoli partecipanti, ricevendo risposte diverse ma tutte relative ad una sfida personale, ad un misurarsi con se stessi in una situazione che può a ragione essere definita estrema.
Sembra che il film “Everest”, che si rifà ad una spedizione reale del 1996, voglia essere una denuncia alle spedizioni di tipi commerciale con la grande montagna.
Il film risente anche di una polemica tra Jon Krakauer e Anatoli Boukreev, che nega che gli sia stato chiesto di uscire e tornare per tentare di salvare il compagni rimasti indietro, ciò che l’alpinista kazako ha sostenuto fino alla sua morte in un incidente di montagna.
L’impressione tratta dal film è che sull’Everest sia più facile salire che scendere, naturalmente in dipendenza dalle condizioni atmosferiche del momento; con la considerazione che a salire si aspetta il momento opportuno, mentre a scendere si è costretti comunque a tentare di farlo, e in fretta, perché sulla montagna in certe condizioni atmosferiche non si può sopravvivere.
Con tutti i distinguo del caso, non riteniamo questo film paragonabile al quello sulla spedizione italiana sul K2 che risale a qualche decennio fa. Quello era la cronaca, per quanto retorica, sulla salita e sulla conquista della vetta; questo ci sembra piuttosto la storia di una tragica discesa di ritorno da una sfortunata spedizione turistica.

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