Fogazzaro e i gesuiti

SCAFFALE

Azzolin Serata di grosso spessore culturale, come non se ne ve-dono spesso, quella organizzata dalla Biblioteca Civica di Thiene il 19 maggio, all’Auditorium “Fonato”, per la presentazione della nuova opera di Giovanni Azzolin su “Fogazzaro e i gesuiti”, recentemente edito dalla Aracne Editrice di Roma.
Brillantemente condotta da Ivo Carollo, la serata ha visto la presenza, oltre che dell’Autore, del prof. Paolo Carile, professore emerito di letteratura francese all’università di Ferrara e presidente dell’Associazione Culturale Italiques di Parigi, mentre per gravi motivi personali non ha potuto essere presente il prof. Paolo Marangon, docente di Storia della Pedagogia e dell’Educazione all’Università di Trento, che del libro ha scritto la prefazione.
Il prof. Carile ha dato un taglio europeo al suo intervento, con un chiaro esempio di quale sia l’apertura mentale richiesta al nuovo ‘homus europeus’, quello cioè che sa scelgliere quanto c’è di positivo e di propositivo nella cultura europea generalmente considerata, e che affonda le radici nelle singole culture nazionali o addirittura regionali. Una cultura che spazia non solo sul piano geografico ma anche su quello storico, facendo sintesi tra le diverse sollecitazioni culturali di chi si pone in atteggiamento aperto verso l’Europa.
Il prof. Azzolin è entrato nel merito della lunga polemica tra Antonio Fogazzaro e i gesuiti, considerati qui il braccio armato dell’intransigenza cattolica, arroccata su posizioni che il tempo ha dimostrato indifendibili.
Lo scrittore vicentino, assunto a fama internazionale, so-prattutto con la pubblicazione de ‘Il Santo’, non è mai venuto meno per tutta la sua vita alle sue convinzioni di fedele cattolico, ma anche alla sua libertà di pensatore liberale.
Apparteneva alla corrente culturale che spregiativamente fu definita ‘modernismo’, con proposte per allora audaci sul ruolo dei laici nella Chiesa, aprendosi alle teorie evoluzioniste; Fogazzaro sosteneva, fra l’altro, che senza tradire la moglie, sul piano puramente platonico un uomo poteva amare altre donne; non sappiamo se concedesse questo stesso diritto anche alle donne.
Per queste sue posizioni moderniste, Antonio Fogazzaro fu duramente ed a lungo attaccato dai gesuiti nella loro rivista “La Civiltà Cattolica”, con scrittori che difendevano le posizioni del Papa nella ferma condanna al modernismo.
Antonio Fogazzaro, e con lui Giovanni Azzolin, sono di quelle rare persone il cui livello culturale permette loro di vedere in anticipo quelle che saranno le inevitabili evoluzioni della società in cui si trovano a vivere, e che si deve tentare di guidare, anche perché opporsi sarebbe una battaglia fallita in partenza.
In questo senso, sollecitato da Ivo Carollo, Azzolin si è persino infervorato parlando dei giovani, che non accettano più questa Chiesa, perché già protesi verso forme di religione meno formalistiche e più socialmente umanitarie, quel nuovo cattolicesimo aperto, intimo e rivolto ai poveri che ci viene ogni giorno proposto da Papa Francesco.

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