Gli “Acquerelli” di Milvia Bortoluzzi

ARTE

142_Milvia Milvia Bortoluzzi espone i suo “Acquerelli” a Thiene in Galleria d’Arte Moderna. Magari si rischia di essere ripetitivi, ma sentiamo il dovere di ribadire un sincero apprezzamento per l’impegno dell’Associazione “Le mani” nella “Rinascita” della Galleria d’Arte Moderna, ringraziando per quanto già fatto e per quello che ci si propone di fare, venendo così a colmare una evidente lacuna artistico-culturale della città.
Non crediamo ci sia grande necessità di presentare Milvia Bortoluzzi, che vive ed opera a Thiene da ormai parecchi anni. Il suo curricolo parla di studi all’Istituto d’Arte di Nove, cui è seguita un’esperienza all’Accademia Estiva a Salisburgo sulla tecnica dell’acquarello; allieva di Giorgio Peretti, della Scuola d’Arte e Mestieri di Vicenza, per lungo tempo insegnante di educazione artistica, da sempre si dedica alla pittura sperimentando nel tempo varie tecniche espressive, che vanno dall’olio, all’acquarello e all’incisione nelle sue varie forme
Difficile poi dar conto di tutte le sue partecipazioni a concorsi di pittura, mostre collettive e mostre personali in Italia e all’estero, con diversi premi e significativi riconoscimenti.
Basterà qui citare come, secondo la ricerca di Danilo Restiglian su “Il Premio di Pittura Città di Thiene e la Pinacoteca Comunale” edito nel 2009, un’opera di Milvia Bortoluzzi, dal titolo “Campi de scartoz” fu accettata all’11° Concorso Nazionale di Pittura “Città di Thiene” del lontano 1969, la cui Giuria era presieduta da Dino Buzzati, con, tra i componenti, Giuseppe Brugnoli, Giovanni Gasparotto e Virgilio Scapin.
Milvia Bortoluzzi fa parte da sempre del Gruppo Artisti di Zugliano, con una attiva e apprezzata presenza alle varie iniziative, e soprattutto con l’insegnamento ormai ultra decennale nei corsi di pittura ad acquarello della ‘Scola de Disegno’.
In sede di presentazione della Mostra, Ferdinando Offelli ha ricordato come prima di questa estate che sta volgendo al termine, Milvia mi ha detto: “Tu hai presentato la mia Mostra di incisioni “Il Pensiero e la Tecnica” in Sala Borsa a Thiene nell’aprile 2005, nell’ottobre 2009 hai presentato sempre qui a Thiene la mia Mostra di Pittura ad olio “Le Stagioni”; beh, caro Nando, tocca a te completare l’opera presentando questa mia Mostra di Pittura “Acquarelli” in Galleria d’Arte a Thiene”; messa giù così, potevo dire di no, quando anche se ne avessi avuto l’intenzione?
Il fatto è che presentare una Mostra di un pittore del calibro di Milvia implica sempre una non facile sfida culturale; non si tratta di visitare la Mostra soffermandosi più o meno distrattamente sulle opere esposte. Si tratta piuttosto di entrare in profondità nel loro merito, cercando di cogliere ciò che l’autore voleva esprimere e quello che il quadro poi ti trasmette in termini di sensazioni ed emozioni.
Entrando ora nel merito della Mostra ‘Acquerelli’, vengono presentate 45 opere di varia grandezza, tutte dipinte con la tecnica dell’acquarello. Non essendo evidentemente possibile entrare nel merito delle singole opere, dovrò limitarmi a cercare di cogliere alcuni aspetti che le accomunano e le caratterizzano.
Una prima suddivisione, utile più che altro per un approccio critico, la si può fare sul piano tematico, suddividendo le 45 opere in quelle che trattano il tema floreale e quelle che trattano il tema del paesaggio, con questi due elementi spesso presenti entrambi nella stessa opera.
Il tema dei fiori è da sempre molto presente nella pittura di Milvia e in particolare in quella ad acquarello, tanto che più che in una mostra ci sembra di essere entrati in una serra. Si tratta di composizioni floreali diverse, viste nelle varie stagioni e situazioni. Dal loro insieme personalmente si ricava l’impressione che il linguaggio dei fiori rappresenti per Milvia una specie di Ikebana personale, intendendo con questo termine giapponese l’antica arte di sistemare i fiori per ricavarne particolari significati.
C’è quindi, in una fase preliminare, anzitutto la composizione dei fiori che viene condotta a seconda non solo del gusto personale, ma anche elaborata in un armonico equilibrio, in modo che un elemento non risulti preponderante rispetto agli altri.
Poi, una volta completata la fase della composizione floreale, si passa alla sua rappresentazione pittorica. La tecnica dell’acquarello, ci spiegava Milvia al Corso di Pittura da me frequentato a Zugliano, è più difficile di altre, nonostante quel che generalmente si pensa, perché non ammette correzioni o cancellature di eventuali errori di segno o di colore, come in parte si può fare con altre tecniche. Bisogna quindi acquisire a fondo, con sicurezza, questa tecnica, con una assoluta padronanza del colore e del segno, che poi in buona sostanza vuol dire “vedere” il quadro ancor prima di dipingerlo, anche se inevitabilmente alla fine si resterà sorpresi di certi effetti che l’uso dell’acquarello permette di ottenere.
Più che parlare in specifico dei paesaggi presentati in questa Mostra, vorremmo sottolineare la loro funzione rispetto al tema floreale di quella che ho chiamato la particolare ikebana di Milvia. Anzi si potrebbe dire che il tema di fondo di questa Mostra sia in realtà “l’arte di disporre i fiori in un paesaggio”, magari in uno scorcio come una finestra o uno stipite.
Sono molte infatti le opere qui esposte in cui l’elemento fiori e l’elemento paesaggio sono presenti nella stessa composizione, armonizzandosi tra loro in un equilibro cromatico che è frutto di ricerca e di esperienza artistica. Ed è appunto in questo armonico equilibrio che troviamo lo stile di Milvia, con le sensazioni e le emozioni che la natura, anche nella vita semplice e quotidiana, ci può offrire.
Quindi, quello che va particolarmente apprezzato in questa Mostra è il fatto che Milvia, con la sua personale ikebana, sostanzialmente si appropria del¬l’elemento floreale e del paesaggio, per integrarli in un armonico equilibrio. Di lei si era in precedenza detto di apprezzare particolarmente “anzitutto l’uso di colori vellutati, sfumati, la gradualità dei passaggi tonali che creano la consistenza e la profondità senza marcare i contrasti cromatici, per cui le forme risultano consistenti ma nel contempo leggere, mentre le atmosfere diventano delicatamente suggestive.
È in questo senso, se volete, che l’artista partecipa e ci fa partecipi del fatto creativo, non limitandosi a riprodurre la realtà, quanto più facendo vivere anche a noi le sensazioni e le emozioni che quella realtà, nel caso di Milvia i paesaggi floreali, hanno provocato in lei.
Alla fine è stato suggerito agli organizzatori dell’As-sociazione “Le mani” la proposta di inserire in una delle prossime iniziative all’insegna della Rinascita, una rassegna espositiva delle opere presenti nella Pinacoteca Comunale, da valorizzare facendole conoscere in quanto fanno parte della storia e del patrimonio artistico della città di Thiene.

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