Gli ultimi passi del sindacone

SCAFFALE

Torna in libreria Andrea Vitali con il suo nuovo romanzo “Gli ultimi passi del sindacone”, come sempre edito dalla Garzanti.
Siamo sempre a Bellano, dove “i luoghi sono veri, i fatti inventati”, e la vicenda si colloca nell’ormai raggiunta democrazia, dove il podestà è stato sostituito dal sindaco e dalla giunta comunale.
Strascico della guerra appena finita è la vicenda di due pettorute sorelle gemelle, Perlina e Luisetta Cesetti; quest’ultima aveva lasciato Bellano per inseguire un sogno matrimoniale con un repubblichino ligure, sogno dimostratosi fallimentare, mentre Perlina, dopo aver subito l’onta della rasatura per collaborazionismo con i tedeschi, osteggiata in paese, tirava avanti ricevendo in casa bellanesi e non, bisognosi della sua compagnia.
La Bellano tornata alla democrazia aveva eletto come sindaco Attilio Fumagalli, marito di Ubalda Lamerti, un ragioniere “pingue, anzi di più, perché soffre di obesità androide, nel senso che il grasso ce l’ha tutto attorno all’addome”, tanto da venire simpaticamente chiamato il Sindacone.
È quasi per riempire il tempo che il nostro Sindacone, in mancanza di figli, si era dato alla politica nella rinata democrazia, tanto da essere stato eletto sindaco democristiano di Bellano. Nel suo lavoro di sindaco era aiutato da una giunta esecutiva che di solito riuniva ogni paio di mesi.
Senonché all’avvicinarsi del Natale, le riunioni di giunta inspiegabilmente si intensificano, una ogni dieci giorni, a volte ogni settimana, con disappunto non solo degli assessori ma anche del segretario comunale Sottocornola; anche perché non é che ci fossero argomenti in discussione tali da giustificare l’intensità delle convocazioni, dato che anzi le riunioni di giunta si risolvevano in breve tempo.
Addirittura il Sindacone, con sorpresa e disappunto dei suoi collaboratori, aveva ufficialmente convocato la giunta comunale la sera del 24 dicembre, vigilia di Natale, con l’unico argomento all’ordine del giorno: “Auguri di Buone Feste!”; a fine della breve seduta, con taglio del panettone e brindisi di spumantino, il Sindacone aveva congedato gli assessori, dicendo che si sarebbe fermato un altro po’ in municipio.
Naturalmente, mentre gli altri assessori si chiedevano le ragioni di tale comportamento, il Sindacone in ufficio anche la notte di Natale aveva riscosso l’incondizionata ammirazione dell’attempata Pericleta Beregini, zitella per vocazione, religiosissima, maestra di scuola e assessore alla cultura di Bellano.
Nel cuore della notte di Natale, il vice-sindaco Veniero Gattei viene interrotto nelle sue funzioni coniugali con la giovane moglie Laura da una telefonata dell’ Ubalda, che si chiede perché il marito non sia ancora rientrato a casa.
Toccherà proprio al Gattei prima scoprire e poi coprire la verità di un Sindacone che finiva le sue serate con la Pericleta, la quale per altro gli raccomandava continuamente di voler bene alla moglie Ubalda, per quanto sorda, oltre che dell’udito, anche ai richiami della carne.
Di più non possiamo dirvi, per non togliervi il piacere della lettura di questo divertente romanzo di Andrea Vitali.

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