Governo giallo-verde: tra il dire e il fare…

ATTUALITÀ

Anche questo governo Lega-M5 Stelle ha diritto ad una credibilità iniziale che tocca a loro cercare di non smentire. Certo però che i sintomi non sono incoraggianti…
Un governo nato da uno dei più mastodontici compromessi che ci sia stato dato di vedere da quando ci interessiamo di politica italiana.
L’hanno presentato e lungamente elaborato come “un patto” d’impegno su cose da fare, arrivando a creare un innaturale innesto di due populismi diversi, quello della Lega che, scimmiottando Trump, parla di “Prima gli Italiani” e quello del Movimento 5 Stelle che vorrebbe colorirsi di giustizialismo sociale.

Ricorrendo ad Italo Calvino, ne è venuto fuori un governo formalmente guidato da un “Premier inesistente” che deve quotidianamente subire le imposizioni di due “Premier dimezzati”.
Un governo che beandosi ancora in una lunga luna di miele, continua a promettere molto più di quello che potrà attuare, ma per il quale arriverà presto il momento concreto della resa dei conti.
Il vice-premier Di Maio ha elaborato un suo programma di provvedimenti che ha chiamato “decreto dignità”, uno slogan che a noi ricorda la “buona” scuola di renziana memoria.
Anche perché noi siamo profondamente convinti che ciò che dà dignità a una persona è il suo realizzarsi attraverso il lavoro, non attraverso un reddito dato a chi, potendolo fare, non lavora.
Più odiosa, profondamente offensiva sul piano della dignità delle persone, è invece secondo noi l’azione di Salvini contro gli immigranti, col tentativo di chiudere loro i porti italiani.
Se da una parte è giusto tentare di farne un problema europeo, basterebbe guardare alla storia per capire che gli immigrati, una volta integrati, sono una ricchezza che contribuisce in modo determinante alla prosperità di una nazione, come ci insegnano gli Usa e che Trump non sembra aver capito.
Quando, dopo il lungo travaglio cui abbiamo assistito attoniti, con persino la minaccia di impeachment nei confronti del presidente Mattarella, fermo nel difendere la dignità della Costituzione, alla nascita del governo cosiddetto giallo-verde, con gli amici abbiamo scommesso sulla sua durata; noi abbiamo optato per “non durano più di un mese senza litigare”, ciò che profeticamente si è realizzato quando sulla Tav dalla propaganda populista si è dovuti passare alle scelte concrete, con i gialli contro i verdi o viceversa.
La nostra impressione è quindi che in questa prima fase il governo Conte-Salvini-Di Maio stia ancora tentando di rendere concrete le promesse che comodamente faceva dall’opposizione, accorgendosi giorno per giorno che “tra il dire e il fare…”

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