Grande Guerra, britannici sull’altopiano dei 7 Comuni

SCAFFALE


Esce in questi giorni, edito dalla Gino Rossato Editore, l’ opera “Grande Guerra, Britannici sull’altopiano dei sette comuni” di Andrea Vollman e Francesco Brazzale, che non mancherà certo di interessare i molti appassionati della 1^ Guerra Mondiale, di cui si sta avvicinando la ricorrenza di un secolo, se pensiamo che è cominciata nel 1914, anche se l’Italia vi entrerà il 24 maggio 1915.
I due studiosi hanno guardato e documentato la Grande Guerra così come è stata vissuta dal Corpo di Spedizione Britannico che, insieme a quello francese, è venuto sul fronte italiano a dare una mano, dopo il disastro di Caporetto nel 1917, nel tentativo di impedire che l’esercito austro-ungarico potesse dilagare nel nord-Italia, arrivando a Milano.
Il Corpo di Spedizione britannico scelse come suo quartier generale la Villa Godi-Valmarana, ora Malinverni, dove fu a lungo ospite il futuro re d’Inghilterra, Edoardo VIII, che successivamente abdicherà al trono per sposare Wallis Simpson, ma che al tempo scriveva appassionate lettere d’amore a Mrs. Freda Dudley Ward, non tralasciando comunque di interessarsi alle ragazze del posto.
Da questa “Villa in the foothills below the Asiago mountains” (ai piedi delle colline sotto le montagne di Asiago), disturbato dalle alzatacce mattutine, il Principe di Galles partiva per delle corroboranti camminate per visitare le postazioni militari e recarsi all’aeroporto militare di Villaverla per degli arditi voli in aereo.
Il libro di Vollman e Brazzale studia i due aspetti principali della guerra: da una parte i feroci e sanguinosi combattimenti in prima linea nelle trincee del fronte e dall’altra i servizi di supporto (ospedali da campo, strade e ferrovie) con le attività delle retrovie per far riposare e divertire i sopravvissuti, in vista di successivi ritorni in trincea.
Tipicamente inglese ci è in qualche modo sembrata la struttura settimanale delle attività militari, con una settimana (a busy week, una settimana intensa), nelle trincee della prima linea, sempre all’erta per attaccare o per respingere gli attacchi nemici. Una settimana di “lunghe guardie e sonni brevi”, sotto la pioggia delle granate nemiche.
Poi, finita la settimana, i sopravissuti scendevano nelle retrovie, dormivano per un paio di giorni e poi cercavano di distrarsi con lo sport, o con qualche visita alle case chiuse della zona, prima di un’altra busy week.
Interessante, oltre all’organizzazione medico-sanitaria degli ospedali e degli avamposti militari, era anche il servizio di trasporto, che si avvaleva soprattutto della ferrovia a scartamento ridotto che arrivava fino a Calvene, da dove partiva una teleferica che trasportava il materiale bellico e le provviste alimentari su al fronte; e la popolazione affamata, con lunghe pertiche, cercava di ribaltare i carrelli e far cadere il contenuto.
Ricordiamo che dalle nostre parti tra gli autisti delle ambulanze c’era il futuro scrittore americano Ernest Hemingway, mentre tra i nostri soldati c’era Emilio Cecchi; Marinetti invece era più facile trovarlo negli eleganti casini di Thiene.
Un capitolo particolarmente toccante è quello che riguarda Vera Brittain e il fratello Edward caduto e sepolto in Granezza. In “Testament of Youth” (Testamento di gioventù), una delle più importanti opere sulla Grande Guerra scritte da una donna, Vera Brittain, brillante studente di Oxford, narra come allo scoppio della guerra vide partire il fidanzato Roland Leighton, caduto in Francia, e il fratello Edward, morto in Granezza, mentre lei sentì in dovere sospendere gli studi per arruolarsi come infermiera volontaria.
Nel 1922 Vera Brittain con un’amica visiterà la tomba del fratello Edward al cimitero inglese di Granezza, e deciderà che qui, alla sua morte, dovranno essere portate le sue ceneri, ciò che avvenne nel 1970.
Il libro “Grande Guerra, Britannici sull’altopiano dei sette comuni” di Andrea Vollman e Francesco Brazzale, oltre che per la documentazione storica, si raccomanda infine per il prezioso apparato iconografico, con foto originali tratte dagli archivi storici che ci portano direttamente dentro l’atmosfera della Grande Guerra.