I 400 anni di William Shakespeare

CULTURA

DF0Y3K William Shakespeare, 1564 - 1616, an English playwright, poet and actor‘Sixteen-sixteen’ (1616) ci eravamo ben fissati in testa quando, studiando la letteratura inglese, volevamo ricordare la data di nascita di William Shakespeare, di cui quindi quest’anno ricorre il 400° anniversario.
È una ricorrenza che non potevamo lasciar passare inosservata, come sembra che stia avvenendo a livello generale, non tanto per un fatto di circostanza, quanto più per il debito personale, per quanto largamente condiviso, che abbiamo verso il ‘cigno dell’Avon’, come Shakespeare viene spesso definito; insomma, per quel che ci ha insegnato e per le emozioni che ci ha sempre fatto provare.
Molti sono i drammaturghi che prima di lui, durante la sua vita, e dopo di lui hanno prodotto drammi di grande importanza letteraria, che vanno debitamente ricordati; ma certamente nessuno, prima o dopo di lui, ha raggiunto il suo livello.
Dovendo essere estremamente sintetici, possiamo dire che il corpus di drammi, commedie e tragedie, prodotte da Wllliam Shakespeare si pone al centro della storia del teatro di tutti i tempi per almeno due motivi.
Da una parte ha raccolto tutta la precedente tecnica teatrale, quella che gli elisabettiani avevano preso sia dal teatro classico greco-romano, sia quella proveniente dalla commedia dell’arte italiana, che aveva in sé le esperienze del teatro religioso medioevale, dando una struttura ed una organizzazione che sono tuttora presenti nel teatro moderno.
Il secondo motivo è quello che assicura a Shakespeare un posto stabile tra i grandi di ogni tempo. Con le sue commedie, e soprattutto con le sue tragedie, ha sostanzialmente studiato a fondo l’animo umano. Personaggi come Amleto, Otello, Re Lear, ecc. Sono psicologicamente studiati e presentati con lo stesso schema di fondo. Si lasciano impossessare da un sentimento umano (la vendetta, la gelosia, la sete di potere) e con sapiente maestria l’autore li conduce fino al punto in cui quel sentimento finisce per annientarli.
Anche se possono essere uccisi sulla scena, di fatto è il sentimento da cui sono pervasi che finisce per distruggerli, in quanto il loro animo non può più contenerlo.
In questo modo William Shakespeare raggiunge delle profondità abissali nella psicologia dell’agire umano, una profondità in cui ragione e coscienza sono annientate e si agisce impossessati dal sentimento che ha pervaso i singoli personaggi.
Ecco allora che la lezione, ancora pienamente attuale, del teatro di William Shakespeare è l’ammonimento a tenere sotto controllo, in un equilibrio di vita, i nostri sentimenti, siano essi l’amore o l’odio umani, perché se si supera il limite, sono i sentimenti che si impossessano di noi, portandoci alla rovina.
Buon Anniversario quindi a William Shakespeare, soprattutto se si considera che sono 400 anni gran ben portati.

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