I frutti del vento

SCAFFALE

meliI romanzi editi dalla Neri Pozza di Vicenza sono già per se stessi una garanzia; se poi il racconto pubblicato è di Tracy Chevalier allora il successo è garantito.
Ci stiamo riferendo a “I frutti del vento”, un romanzo di Tracy Chevalier pubblicato dall’Editrice Neri Pozza nel
gennaio 2016.
Il romanzo è inizialmente ambientato nella Palude Nera dell’Ohio, dove James e Sadie Goodenough si sono trasferiti, con una attività agricola specializzata nella produzione di mele. Secondo le leggi dell’Ohio, i coloni diventavano proprietari della terra che coltivavano se dimostravano di avere almeno cinquanta alberi di melo; James è ossessionato da questo traguardo, mentre Sadie trova altri modi per distrarsi.
Siamo in tempi di estrema povertà, in cui dei figli che la coppia continuamente mette al mondo, pochi a sopravvivono alle ristrettezze, ai pericoli e soprattutto alla malaria.
James ha il culto delle piante di melo, con l’intenzione di produrre frutta da vendere al mercato, mentre la moglie Sadie pensa più ad utilizzare i frutti per ricavarne del sidro, con cui ubriacarsi, per dimenticare il terribile luogo in cui la famiglia è venuta ad insediarsi.
Lo scontro tra i due diventa inevitabile e porterà entrambi ad una morte violenta.
La scena si trasferisce dall’altra parte degli States, in California, dove il figlio Robert Goodenough, dopo un lungo ed avventuroso peregrinare, arriva attratto dalla presenza di gigantesche sequoie.
Qui si incontra con un commerciante di semi e piantine, l’inglese Billie Lapham, di cui Robert diventa un collaboratore, stabilendosi in California. Sulla scena irrompono sia Marta, la sorella di Robert che proviene dalla Palude Nera, e Molly, una ragazza che sopravviveva nei campi dei cercatori d’oro, facendo la serva, oltre ad altri servizi; è con lei che Robert aveva avuto una relazione.
Entrambe le donne sono incinte e prossime a partorire; Robert le sistema nella pensione della sbrigativa e risoluta Nelly. Purtroppo Marta muore in seguito alle complicazioni del parto, e Robert, ormai diventato un esperto commerciante di semi e piante, si sposa con Molly ed accetta in casa le due bambine appena nate.
Ci sono in questo poderoso romanzo di Tracy Chevalier tutti i temi della frontiera, la durezza di vita per le difficoltà di sopravvivere, la sensazione e la fiducia che, nonostante le difficoltà, ci sia sempre uno spazio aperto su cui andare avanti per migliorare la propria condizione di vita.
C’è il radicamento alla terra, una sensazione forte che fa di una semplice mela un prezioso bene. Ci sono infine i sentimenti esasperati dalla durezza dell’ambiente, in cui non sembra esserci spazio per mediazioni e convenevoli.
C’è infine lo stile narrativo, chiaro e robusto di Tracy Chevalier.

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