I lanciafiamme

SCAFFALE

216_Lanciafiamme
Tra le tante cose che non sapevamo c’è che esistesse negli Usa un premio “al libro più discusso dalla critica”, premio che nel 2013 è stato assegnato a “I lanciafiamme” di Rachel Kushner.
Siamo Manhattan nel 1977, dove da poco è giunta dal Nevada la giovane e bellissima Reno e che viene introdotta nel sottobosco degli artisti, e dove finisce per conoscere Sandro Valera, un italiano dedito alla pittura, che vive da bohemien, ma che ha alle spalle una ricca famiglia di industriali, passati dall’industria di guerra alla costruzione di moto e di pneumatici.
Con Sandro Reno avvia una relazione che sembra avere solide basi in un mondo fatuo dove tutti sembrano inten-zionati a sfuggire alle proprie responsabilità.
Reno è una appassionata motociclista, e con un prototipo procuratole da Sandro partecipa ad una gara estrema di velocità su un lago salato, che non riesce comunque a portare a termine.
Al di là del risultato, si realizza nella coppia un felice connubio tra l’arte e le esigenze di vita di Reno, che non disdegna una intensa attività sessuale.
Per questo il progetto pubblicitario di Reno a respiro in-ternazionale diventa un fatto artistico curato da Sandro, che porta la ragazza in Italia, presso la famiglia borghese che vive attualmente in una villa sul lago di Como.
Qui Reno ha difficoltà di stabilire rapporti non solo con il fratello di Sandro, industriale e responsabile della fabbrica, con un passato da ardito fascista, ma anche con l’arcigna madre, troppo nobile per intrattenersi con l’amichetta del figlio, ed una strampalata cugina di Sandro.
In Italia siamo negli anni agitati seguiti al ’68, con mo-vimenti operai di rivendicazione non solo economica, mentre nel ’77 il movimento entra nell’ambito dell’autonomia per sfociare poi troppo spesso nel terrori-smo.
Scopertasi tradita da Sandro, sorpreso a scambiarsi strane effusioni con la cugina, Reno si rifugia a Roma, do-ve vive da sbandata entrando a far parte dei movimenti rivoluzionari, vivendo così dall’interno la stagione delle ri-volte sociali e del terrorismo politico di quegli anni.
Quella raccontata da Rachel Kushner, oggi una signora che vive a Los Angeles con il marito ed un figlio, ma che non ha perso la passione per la moto, è in fondo la storia di un passaggio dalla giovinezza alla maturità vissuto non senza dubbi e contraddizioni, prima nella New York della borghesia del mondo dell’arte e poi a Roma nella stagione socialmente irrequieta degli anni ‘70.
E come in tutta le storie che si dipanano in luoghi e tempi diversi, ci sono dei momenti di stanca che si alternano a momenti di forte intensità, anche se resta in noi l’impressione che i sommovimenti sociali della Roma del 77, ormai sull’orlo del terrorismo, siano da Reno vissuti dall’esterno più che partecipati dall’interno, come per tanti versi abbiamo dovuto subirli noi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *