Il cappio di Renzi

ATTUALITÀ


Ma quel che più ci preoccupa è che mentre Zingaretti e Di Maio stanno giocando di fioretto, inventandosi sempre nuove occasioni per non essere d’accordo, Renzi con un piede dentro e uno fuori dal governo, sembra un bambino alla playstation, che crede di poter condurre il gioco a piacere, con la possibilità spegnere il governo come e quando vuole; se non sarà la tassa sulla plastica, sarà qualcos’altro alla prossima occasione, che certamente non mancherà.
Noi siamo sempre stati convinti che il premier Conte avrebbe dovuto restituire il mandato non appena, con l’uscita di Renzi dal Pd, i rapporti tra le forze che componevano il suo governo erano cambiati; noi, nonostante tutte le rassicurazioni di buona volontà collaborativa dei renziani, nonostante ministri e sottosegretari che ancora fanno parte della compagine governativa, non avremmo mai accettato di essere condizionati dai fuoriusciti di Italia viva.
Se Conte non si è dimesso, certo non può pensare di tirare avanti alla lunga, giocando tra mille inevitabili mediazioni con Renzi, oltre che con l’opposizione.
Secondo noi ora per Conte e Zingaretti è arrivato il momento di osare, di passare dalla difensiva ad una fase propositiva, portando avanti con la necessaria urgenza quelle proposte politiche, quelle riforme di cui tanto si parla, quell’ammodernamento del paese che i grillini non hanno mai spiegato in cosa effettivamente consista.
Se questo governo è nato con lo slogan di lavorare per il futuro dell’Italia, bisogna prender coscienza che il futuro lo si prepara già da oggi, che il futuro è oggi, senza aspettare un improbabile domani.
L’azione dell’attuale opposizione politica, che fa il suo mestiere, per quanto un po’ rozzamente, all’insegna di una destra tendenzialmente sovranista, va certamente tenuta nella debita considerazione; ma è Matteo Renzi e i suoi che questo governo deve decisamente riuscire ad inchiodare alle loro responsabilità, sempre che della responsabilità abbiano maturato il senso.
Mettiamo finalmente Renzi nella condizione di dover scegliere, di decidere se aderire al programma a suo tempo anche con lui concordato e votato, oppure votare contro il governo, facendo venir meno la maggioranza ed assumendosi la responsabilità di consegnare, con tutta probabilità, il paese alla destra becera e parolaia del trio Salvini, Berlusconi, Meloni.
Quello che Renzi non sembra aver capito è che il suo omonimo Salvini è il grimaldello che l’asse Trump-Putin intende usare per destrutturare l’Europa, facendo uscire l’Italia dalla comunità, come recentemente ha consigliato il presidente Usa.

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