Il Catalogo di Franco Carollo

ARTE

CarolloNon è facile parlare di un pittore, sia pure da lungo conosciuto, partendo da un suo Catalogo; il rischio è evidentemente quello di perdere quanto sulla carta non traspare dall’immediata e diretta visione della tela.
Eppure su Franco Carollo e sul suo recente Catalogo, con una introduzione di Maria Lucia Ferragutti, qualcosa ci sentiamo di osservare.
Nella sezione che possiamo intitolare ‘Scogliere’, tema a cui Franco Carollo non è nuovo, ci sembra cogliere, ancor prima di addentrarci in considerazioni pittoriche, l’emozione dell’uomo di fronte all’eterno, possente spettacolo della natura.
Proprio dove terra e mare si incontrano si svolge una titanica ed eterna battaglia di fronte a cui l’uomo è stato sempre attonito; con l’aggiunta di una nostra considerazione filosofica secondo cui l’acqua, elemento liquido, mossa dalla forza e dall’insistenza delle onde riesce col tempo a corrodere la pur granitica roccia su cui si infrange.
Molte delle opere che presentano varie scogliere europee, dal Portogallo all’Irlanda, cercano di cogliere l’emozione che nasce dallo spettacolo naturale che si apre davanti agli occhi dell’osservatore.
È un’emozione antica quella di Franco Carollo, quella stessa dei romantici inglesi di fronte alla natura selvaggia e incontaminata della brughiera, che Franco Carollo dipinge come sottobosco, sapendo che proprio sulle sue colline il sottobosco una volta era parte di un’economia povera, quella delle foglie, delle castagne e dei rami secchi da bruciare, ed era per questo sempre oggetto di cura da parte dell’uomo, mentre oggi è stato abbandonato ed è diventato selvaggio.
Seguono poi altre sezioni, come dove si incomincia a vedere l’intervento dell’uomo, come quella intitolata ‘Covoni’ con la distesa dei campi puntellata dai rotoli di fieno fino ad arrivare alla ‘Tangenziale’ e al ‘Binario solitario’, dove l’intervento umano non è riuscito a deturpare la suggestività dell’ambiente naturale.
Se poi si pensa che molte di queste opere sono dipinte su pergamena, che aggiunge all’immagine indefinita l’effetto di un ‘antica rugosità, si può arrivare a definire la pittura di Franco Carollo come dettata dall’emozione verso la forza della natura, dove l’armonia nasce inevitabilmente dall’eterna lotta tra elementi diversi che nel tempo finiscono per comporsi, una specie di ‘armonia del contrasto’, simile a quella che anche noi ogni giorno siamo impegnati a cercare di conquistarci.
Insomma, rispetto al Franco Carollo che conoscevamo e tenuto presente che abbiamo visto solo il Catalogo, ci sembra di poter concludere che la sua possa essere considerata la pittura della maturità umana.

1 commento su “Il Catalogo di Franco Carollo

  1. Un sentito grazie, a Ferdinando Offelli,per le sue sempre attente e puntuali recenzioni,sà cogliere l’anima dell pittore e sebbene da un catalogo,trasforma con parole i dipinti in poesia,orgoglioso di averlo avuto prima come professore,poi come presidente del gruppo artisti di Zugliano. Ancora grazie a presto Franco.

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