Il compagno Luigi Golin

SCAFFALE

È recentemente uscito il libro “Il compagno Luigi Golin” che ricostruisce la vita di un personaggio che a Lugo Vicentino è stato di riferimento per tutti, anche se non ne condividevano le idee.
Nato da una famiglia dove il padre, dopo un’esperienza di emigrazione negli Usa, era diventato un convinto comunista, Luigi trascorse la sua giovinezza a Lugo tra la ricerca di un lavoro e l’ostracismo anticomunista del tempo.
La sua maturazione come persona avvenne nella lotta di Liberazione, diventando un giovane partigiano per convinzione anti-fascista e non solo per sfuggire ai bandi repubblichini.
Col gruppo di Lugo entrò a far parte della Brigata “Mazzini”, dove, afferma, c’era libertà di opinione.
Partecipò ai convulsi combattimenti degli ultimi giorni della guerra ed era la Sarcedo la tragica mattina in cui dai tedeschi furono uccisi tre partigiani.
Partecipò anche alla liberazione della Cartiera di Lugo V. svolgendo anche un servizio armato di sorveglianza per impedire ai tedeschi di smantellare i macchinari necessari per la ripresa del lavoro.
Nel dopoguerra e fino alla pensione fu impegnato su un duplice fronte, nel sindacato e nel partito.
Golin aderì subito al sindacato Cgil che nel dopoguerra era unitario, fece sempre parte della Commissione Interna, divenendo un riferimento e anche uno sprone per gli operai, mentre, per la sua onestà e rettitudine, acquisì un profondo rispetto anche da parte della direzione dello stabilimento.
A Lugo Vic. fu eletto consigliere comunale del P.c.i. per ben sei amministrazioni, godendo anche qui del rispetto da parte dei vari sindaci per la chiarezza e la coerenza delle sue posizioni, dissentendo senza polemiche ma con una lucida visione della situazione.
Fu anche candidato nelle elezioni provinciali e frequentando la sezione di Vicenza divenne amico di Tina Merlin che ebbe spesso ospite a casa sua.
Anche per il suo matrimonio in chiesa, come voleva la moglie, fu osteggiato dal clero locale, e dovette trovare a Vicenza un sacerdote disposto a celebrare il matrimonio, dal quale nacquero due figlie.
Viviamo tempi in cui i nostri giovani, presi da altri pseudo-problemi, vagano spesso senza alcun impegno sociale o coscienza civile.
È a loro che il compagno Luigi Golin può essere indicato e proposto come esempio di una vita impegnata nel lavoro, inteso non solo come base economica per farsi e per mantenere dignitosamente la propria famiglia, ma anche come mezzo per realizzarsi sul piano umano e sociale, combattendo prima per la libertà e la democrazia e poi impegnandosi a mantenerle e farle crescere fino ad oltre 90 anni di età.

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